lunedì 16 febbraio 2026

Belpasso(provincia di Catania) Grave incidente sul lavoro




Grave incidente sul lavoro a Belpasso: operaio di 50 anni cade dal cestello di un muletto, è in gravi condizioni

L’incidente si è verificato ieri, domenica, intorno a mezzogiorno.


Un operaio di 50 anni, con contratto in somministrazione*, è infatti precipitato da un’altezza di circa quattro metri mentre svolgeva operazioni di inventario all’interno della piattaforma logistica di Ergon Spa, azienda della distribuzione organizzata collegata al marchio Despar, a Belpasso.


Secondo quanto ricostruito, il lavoratore stava operando in quota attraverso una pratica di sospensione autorizzata e voluta dall’azienda.**


Per le organizzazioni sindacali tale modalità non era necessaria e rappresenta una scelta organizzativa che esponeva a rischi evidenti.


Negli anni la Filcams Cgil ha più volte denunciato le precarie condizioni di sicurezza presenti nella struttura, arrivando a segnalare formalmente la situazione all’ASP competente e allo SPRESAL, il Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro, organo delle ASL che vigila sulla sicurezza e salubrità nei luoghi di lavoro.


https://www.95047.it/grave-incidente-sul-lavoro-a-belpasso-operaio-di-50-anni-cade-dal-cestello-di-un-muletto-e-in-gravi-condizioni


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Esiste un modo per avere del personale in azienda senza fare un contratto di assunzione e, allo stesso tempo, rispettando la legge. Si tratta del contratto di somministrazione, grazie al quale un imprenditore può avere dei lavoratori che dipendono da un terzo soggetto, cioè dal datore vero e proprio che manda «in missione» presso di lui (tecnicamente si dice così) il suo dipendente

https://www.laleggepertutti.it/585564_che-cose-il-contratto-di-somministrazione


** Lavoro in quota: normative, DPI e procedure di sicurezza per la prevenzione delle cadute

https://gruppostc.com/lavoro-quota-sicurezza/

sabato 14 febbraio 2026

Fu trasferito nel centro migranti in Albania, ora il governo lo deve risarcire: la prima condanna per il Viminale



Fu trasferito nel centro migranti in Albania, ora il governo lo deve risarcire: la prima condanna per il Viminale


Il tribunale di Roma ha condannato il ministero dell’Interno a risarcire un migrante trasferito illegittimamente da un Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) italiano alla struttura fatta costruire a Gjader, in Albania, dal governo Meloni. È la prima volta, scrive Repubblica, che il Viminale è costretto a risarcire uno dei migranti trasferiti nel centro per i rimpatri situato fuori dai confini nazionali.


Il 10 aprile scorso, il migrante in questione – un algerino di 50 anni e in quel momento trattenuto al Cpr di Gradisca d’Isonzo (Gorizia) – viene trasferito. All’uomo viene comunicato che la sua destinazione è il Cpr di Brindisi, ma in realtà viene portato in Albania. Soltanto 48 ore dopo il suo arrivo, il 50enne scopre dove si trova realmente. L’uomo, che vive in Italia da 19 anni, ha una compagna italiana e due figli minorenni, che però non riesce più a vedere


A quel punto, come molti altri migranti, presenta una richiesta di asilo. Il ricorso presentato dal suo legale, Gennaro Santoro, viene accolto dai giudici, che ne dispongono la liberazione. Per quella vicenda ora il ministero dell’Interno è stato condannato a un risarcimento di 700 euro per il mese trascorso illegittimamente nel cdr di Gjader, in Albania.


https://www.open.online/2026/02/14/migrante-albania-risarcimento-viminale/


Albania, Viminale condannato a risarcire un migrante: “Trasferimento senza motivo e falsità sulla destinazione”


La sentenza del tribunale di Roma riguarda il trasferimento di un cittadino algerino da un Cpr italiano alla struttura di Gjader. Che sarebbe stato disposto in assenza di un provvedimento scritto e motivato


Oltre a violare la legge, il ministero avrebbe anche mentito. “La sentenza accerta che alla persona trasferita era stato detto falsamente che sarebbe stata portata in un altro centro in Italia”. Al contrario, si legge che il ricorrente è stato sottoposto a legatura dei polsi con fascette contenitive per l’intero tragitto verso l’Albania, senza essere messo a conoscenza della reale destinazione. 


I giudici hanno dunque concluso che l’operazione ha “interferito negativamente con il diritto alla vita privata e familiare tutelato dall’art. 8 della CEDU”, specialmente in relazione al diritto-dovere di visita del ricorrente verso i figli minorenni in Italia. Per garantire le guarentigie dell’habeas corpus, il Tribunale ribadisce che il soggetto deve essere sempre “posto nelle condizioni di sapere, attraverso un provvedimento, dove, quando e perché” viene trasferito


https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/14/albania-piantedosi-condannato-a-risarcire-un-migrante-trasferimento-senza-motivo-e-falsita-sulla-destinazione/8291587/

lunedì 9 febbraio 2026

Rider sfruttati, controllo giudiziario per Foodinho-Glovo: “Regolarizzarne 40mila, pagati 2,5 euro




Rider sfruttati, controllo giudiziario per Foodinho-Glovo: “Regolarizzarne 40mila, pagati 2,5 euro


La disposizione urgente del pm milanese Paolo Storari, l’accusa per la società di delivery del colosso spagnolo è caporalato: “Paghe sotto la soglia di povertà, etero-organizzazione algoritmica”

Le testimonianze dei rider: “Sottopagati e puniti”
"Sono sempre geolocalizzato tramite l'app e, se sono in ritardo con una consegna, Glovo mi chiama per sapere cosa succede (...) Il compenso varia tra 2,50 e 3,70 euro a consegna". E' solo una delle numerose testimonianze, molto simili tra loro, dei rider, 40mila in totale in tutta Italia, che per la procura di Milano sarebbero stati sfruttati da Glovo. Molti rider hanno messo a verbale che, lavorando con le loro "bici elettriche" anche in centro a Milano, tra le zone del Duomo e della stazione Centrale, riuscivano a guadagnare "800 o 900 euro" al mese per "12 ore di lavoro" al giorno, con un "compenso medio" a consegna di 2,5 euro. Per i ritardi nelle consegne, poi, hanno subito penalizzazioni 



Gli accertamenti compiuti dalla Procura di Milano, si legge nelle conclusioni del pubblico ministero Storari, "danno atto di una situazione di vero e proprio sfruttamento lavorativo, perpetrato da anni ai danni di numerosissimi lavoratori (circa 40mila, ndr), che percepiscono retribuzioni sproporzionate rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato e in palese difformità da quanto stabilito dalla contrattazione collettiva, situazione di illegalità che è indispensabile far cessare al più presto, considerando anche che coinvolge un numero rilevante di lavoratori che vivono con retribuzioni sotto la soglia di povertà".  

L'amministratore giudiziario incaricato dovrà garantire il rispetto delle norme e delle giuste condizioni di lavoro, ma anche che si "proceda alla regolarizzazione dei lavoratori" da parte della società che ha adottato "una politica di impresa che rinnega esplicitamente le esigenze di rispetto della legalità" e che ha un "modello organizzativo inidoneo" a evitare "situazioni di pesante sfruttamento lavorativo".  

venerdì 6 febbraio 2026

Palermo-Ospedale Civico...Tac da un milione di euro inutilizzata-Un paradosso inaccettabile




Civico, Tac nuova e abbandonata: manca il personale specializzato


L’apparecchiatura è stata collaudata ma non è ancora entrata in funzione... un macchinario di avanzatissima tecnologia, comprato 1 milione di euro, lasciato a prendere polvere da un anno mentre abbiamo file di ore, liste d’attesa a mai finire


 il Codacons chiede al Ministro della Salute, Orazio Schillaci, l’invio immediato degli ispettori ministeriali presso la struttura ospedaliera, al fine di accertare le ragioni del mancato utilizzo di una TAC di ultima generazione, acquistata con fondi pubblici per oltre un milione di euro e rimasta inattiva per carenza di personale... particolare gravità se rapportata all’attuale situazione della sanità regionale, caratterizzata da liste d’attesa ancora estremamente lunghe e da cittadini costretti a permanenze prolungate nei pronto soccorso in attesa di esami diagnostici essenziali.


giovedì 5 febbraio 2026

Allarme povertà sanitaria, sempre più persone a Palermo non hanno i soldi per comprare i farmaci




Allarme povertà sanitaria, sempre più persone a Palermo non hanno i soldi per comprare i farmaci


Federfarma Palermo e il Banco farmaceutico lanciano un appello ai palermitani per aderire alla Giornata di raccolta del farmaco


PALERMO – Aumenta sempre più a Palermo e provincia la povertà sanitaria e cresce il numero di persone che non hanno i mezzi economici per permettersi di pagare le cure o anche solo di acquistare semplici antipiretici, antinfiammatori e antinfluenzali oppure uno sciroppo per la tosse. E mentre in questi giorni monta l’emergenza freddo, i 37 centri caritatevoli che se ne prendono cura e che aderiscono al Banco farmaceutico segnalano che è raddoppiata la richiesta di assistenza, che ora si è estesa anche ai pazienti oncologici e a quelli terminali. Un dato che desta molta preoccupazione fra gli operatori sociali, considerato che già lo scorso anno la Giornata di raccolta del farmaco è riuscita a coprire meno della metà dei prodotti richiesti dal territorio.


https://livesicilia.it/a-palermo-crescono-i-poveri-che-non-possono-comprare-i-farmaci/



Ormai è sotto gli occhi di tutti e lo segnalano da tanti presidi sul territorio che si occupano degli ultimi e di chi non riesce più ad arrivare a fine mese. Aumenta sempre più a Palermo e provincia la povertà sanitaria e cresce il numero di persone che non hanno i mezzi economici per permettersi di pagare le cure o anche solo di acquistare semplici antipiretici, antinfiammatori e antinfluenzali oppure uno sciroppo per la tosse.


E mentre in questi giorni monta l’emergenza freddo, i 37 centri caritatevoli che se ne prendono cura e che aderiscono al Banco farmaceutico segnalano che è raddoppiata la richiesta di assistenza, che ora si è estesa anche ai pazienti oncologici e a quelli terminali. Un dato che desta molta preoccupazione fra gli operatori sociali, considerato che già lo scorso anno la Giornata di raccolta del farmaco è riuscita a coprire meno della metà dei prodotti richiesti dal territorio.


Ecco perché Federfarma Palermo e il Banco farmaceutico lanciano un particolare appello al cuore dei palermitani, affinché quest’anno contribuiscano in maniera ancora più generosa alla Giornata di raccolta del farmaco, che si svolgerà da martedì 10 a lunedì 16 febbraio. Per favorire una pronta risposta all’aumentato bisogno di cure, molte delle farmacie aderenti hanno deciso di proporre la donazione di prodotti da banco e farmaci senza ricetta per l’intera durata della manifestazione e non solo nelle giornate di sabato 14 e lunedì 16.


https://www.balarm.it/news/a-palermo-cresce-la-poverta-sanitaria-non-riescono-a-curarsi-o-a-pagare-uno-sciroppo-162973


I numeri della precedente edizione, quelli attuali con le farmacie aderenti, le modalità di svolgimento e le testimonianze sulla grave situazione saranno oggetto della conferenza stampa che si svolgerà domani, 6 febbraio, alle ore 10, presso la chiesa parrocchiale di Sant'Agnese Vergine e Martire, in piazza Danisinni. Saranno presenti Giacomo Rondello, coordinatore provinciale del Banco farmaceutico; Roberto Tobia, presidente di Federfarma Palermo, fra’ Mauro Billetta, parroco di Sant'Agnese e alcuni volontari.



https://www.palermotoday.it/cronaca/allarme-poveri-cure-farmaci.html


In realtà è stato suicidato :Arrivano gli ufficiali giudiziari per lo sfratto: si suicida colpendosi al ventre con un coltello




E’ successo a Sarzana ieri sera. L’uomo, 64 anni erede di una famiglia di commercianti, da tempo era terrorizzato per la situazione


https://genova.repubblica.it/cronaca/2026/02/05/news/sarzana_arrivano_gli_ufficiali_giudiziari_per_lo_sfratto_si_suicida_colpendosi_al_ventre_con_un_coltello-425140864/?ref=RHLM-BG-P6-S1-T1-fdg6


Sarzana, arrivano gli ufficiali giudiziari per lo sfratto: uomo si suicida con un coltello davanti a loro e i proprietari di casa


Un uomo di 64 anni si è ucciso ieri sera alla vista degli ufficiali giudiziari che sono arrivati a casa per eseguire lo sfratto. È successo nel centro storico di Sarzana e la notizia è stata anticipata dalla Nazione e dal Secolo XIX. L'uomo abitava da solo e più di una volta aveva manifestato disagio e problemi di fragilità. Da tempo i proprietari dell'appartamento avevano avviato l'iter burocratico per lo sfratto e ieri si sono presentati accompagnati dall'ufficiale giudiziario. A quel punto, l'uomo si è barricato in casa e si è ferito varie volte all'addome con un coltello.



domenica 1 febbraio 2026

Non tragedia ma strage di stato :Palermo - Agrigento: scontro fra camion e automedica, tre morti-venerdì 30 gennaio 2026



https://www.lasicilia.it/news/cronaca/3015830/schianto-sulla-palermo-agrigento-tre-morti-e-l-urlo-di-dolore-della-famiglia-di-una-vittima-niente-sicurezza.html


Uno scontro violentissimo, una tragedia che sin da subito è apparsa immane. Lo scontro frontale che ha coinvolto un'automedica ed un furgone al km 241,380 della strada statale 121 Palermo-Agrigento, in contrada Coda di Volpe, tra i territori di Bolognetta e Misilmeri, nel Palermitano, ha falciato tre vite

I tre morti sono la paziente in dialisi Giovanna Oddo, 95 anni, di Villafrati, e i due sanitari Gaspare Lo Giudice, 48 anni (qui sopra a destra) e Giuseppe Badalamenti, 66 anni (a sinistra)


https://www.lasicilia.it/news/cronaca/3015830/schianto-sulla-palermo-agrigento-tre-morti-e-l-urlo-di-dolore-della-famiglia-di-una-vittima-niente-sicurezza.html

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All’Assessore regionale delle Infrastrutture 

e della Mobilità

On. Alessandro Aricò

dipartimento.infrastrutture@certmail.regione.sicilia.it


Al Responsabile Struttura Territoriale Sicilia

Ing. Nicola Montesano

anas.sicilia@postacert.stradeanas.it 


Oggetto: Grave pericolosità stradale Ss121 – viadotto “Coda di Volpe”

È inaccettabile che si continui ad assistere in silenzio a tragedie annunciate, mentre le istituzioni competenti restano immobili. Il tratto della SS 121 noto come “Coda di Volpe”, in particolare la pericolosissima curva a gomito, rappresenta da anni una minaccia concreta per la sicurezza degli automobilisti. In condizioni meteorologiche avverse la situazione diventa drammatica, con un preoccupante e costante aumento del numero di incidenti, più volte segnalato e mai affrontato con interventi risolutivi.

Il viadotto “Coda di Volpe”, ricadente nel territorio del Comune di Bolognetta, in provincia di Palermo, lungo la SS 121, è stato chiuso al transito nell’aprile del 2015 a causa di gravi cedimenti del sottosuolo che hanno interessato alcuni piloni della struttura. Da allora, a distanza di undici anni, il viadotto non è mai stato riaperto e nessuna soluzione definitiva è stata realizzata. Ci si chiede quali interventi concreti siano stati programmati da ANAS e dalla Regione Siciliana per garantire la sicurezza e la continuità della viabilità sulla strada statale 121 “Catanese”, nel tratto compreso tra i comuni di Bolognetta e Misilmeri.

A seguito della chiusura del viadotto da parte di ANAS, la circolazione è stata deviata su una bretella di servizio a monte, ricavata dall’ex tracciato della SS 121. Una soluzione provvisoria che, nel corso degli anni, si è trasformata in una condizione permanente e inaccettabile, esponendo quotidianamente cittadini e pendolari a rischi elevatissimi e certificando una grave carenza di programmazione e di responsabilità istituzionale. La situazione è ulteriormente aggravata dai lavori ancora incompiuti sulla SS 121, nel tratto compreso tra Vicari e Bolognetta.

Nella giornata odierna tre persone hanno perso la vita su questo tratto di strada. Un prezzo altissimo che non può e non deve essere archiviato come una fatalità. Si tratta dell’ennesima, tragica conseguenza di ritardi, omissioni e mancate scelte politiche. Continuare a rinviare interventi strutturali significa accettare consapevolmente il rischio di nuovi incidenti mortali.

I Sindaci dei comuni interessati chiedono con forza ad ANAS e al Governo della Regione Siciliana di intervenire immediatamente per il ripristino e la messa in sicurezza definitiva del tratto stradale, adottando soluzioni strutturali adeguate, certe nei tempi e risolutive. Ogni ulteriore ritardo equivale all’assunzione di una grave responsabilità politica e morale nei confronti delle comunità amministrate e delle famiglie delle vittime.

La sicurezza stradale non è un’opzione, ma un dovere istituzionale. Non è più tollerabile attendere che un’altra tragedia trasformi ancora una volta una strada pubblica in un luogo di morte.

Il Sindaco del Comune di Bolognetta

Dr.ssa Mary Elizabeth Anne Smith

A nome e per conto di:

Il Sindaco del Comune di Misilmeri Dr. Rosario Rizzolo

Il Sindaco del Comune di Baucina Dr. Fortunato Basile

Il Sindaco del Comune di Cefala Diana Dr. Giuseppe Cangialosi

Il Sindaco del Comune di Ciminna Dr. Vito Barone

Il Sindaco del Comune di Godrano Dr. Sebastiano Bellini

Il Sindaco del Comune di Marineo On. Franco Ribaudo

Il Sindaco del Comune di Mezzojuso Dr. Giuseppe Lopes

Il Sindaco del Comune di Ventimiglia di Sicilia Dr. Girolamo Anzalone

Il Sindaco del Comune di Vicari Dr. Antonio Miceli

Il Sindaco del Comune di Villafrati Dr. Francesco Agnello


https://www.facebook.com/groups/178033808894421/posts/26318877541050024/


https://ilsicilia.it/scontro-tra-un-camion-e-unauto-sulla-palermo-agrigento-tre-morti/

giovedì 29 gennaio 2026

Non ha il biglietto e l’autista lo caccia dal bus: bimbo percorre a piedi sei chilometri nella neve

La procura di Belluno ha aperto un’inchiesta dopo la querela dei genitori per abbandono di minore. Riccardo, 11 anni, non aveva il ticket maggiorato per le Olimpiadi ma quello ordinario. La mamma: “È arrivato a casa in ipotermia, aveva le labbra viola”. Sospeso il conducente 


https://www.repubblica.it/cronaca/2026/01/29/news/belluno_bambino_11_anni_senza_biglietto_bus_dolomiti_cammina_neve-425125850/?ref=RHLM-BG-P3-S1-T1-fdg15


 Il ragazzino non aveva il danaro per pagare la differenza di prezzo del biglietto, aumentato per le Olimpiadi invernali

https://www.rainews.it/articoli/2026/01/belluno-biglietto-del-bus-rincarato-per-le-olimpiadi-11enne-lasciato-a-piedi-sotto-la-neve-632133ac-f583-4466-9c12-ba2d54df6ec8.html


Bimbo di 11 anni costretto a scendere dal bus perché aveva il biglietto, ma non quello “olimpico”: cammina per 6 km sotto la neve a Belluno 


https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/01/29/bambino-11-anni-belluno-autobus-biglietto-sbagliato-olimpiadi-autista-sospeso/8273502/


Il costo della tratta è passato da 2,50 a 10 euro 







in vista delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Ma Diego aveva con sé un carnet di biglietti vecchi da 2,50 euro. «L’autista avrebbe potuto chiedergliene quattro», spiega la nonna Chiara Balbinot, avvocata di Padova che ha presentato la querela mercoledì mattina. Invece il conducente ha preteso dieci euro in contanti, somma che il ragazzino non aveva. La nuova tipologia di biglietto può essere acquistata solo tramite app o bancomat, rendendo impossibile per Diego regolarizzare la situazione sul momento. A quel punto, secondo quanto ricostruito, l’autista gli ha intimato di scendere nonostante le condizioni climatiche e l’orario, intorno alle 16:30, quando stava già calando il buio.


https://www.open.online/2026/01/29/belluno-bambino-biglietto-autobus-cacciato-querela/

martedì 27 gennaio 2026

Aspetta da 7 anni un intervento per un’ernia a Lecco: “Intollerabile, intanto le sue condizioni sono peggiorate”



Aspetta da 7 anni un intervento per un’ernia a Lecco: “Intollerabile, intanto le sue condizioni sono peggiorate”

Un 76enne sta aspettando al 2018 di essere sottoposto a un intervento di plastica erniaria all’ospedale di Lecco, indicato con priorità entro 60 giorni. Lo Sportello Salute ha spiegato a Fanpage.it di aver presentato ricorso e di essere in attesa di una risposta.


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Rimando direttamente all'articolo 


https://www.fanpage.it/milano/aspetta-da-7-anni-un-intervento-per-unernia-a-lecco-intollerabile-intanto-le-sue-condizioni-sono-peggiorate/


venerdì 23 gennaio 2026

Palermo -Operaio cade da un'impalcatura e muore, aveva 40 anni




Un operaio di 40 anni, Alessio La Targia, è morto cadendo da un’impalcatura dentro un capannone in una ditta in via Emiro Giafar a Palermo. Il lavoratore stava eseguendo alcune riparazioni. 

Sono intervenuti i sanitari del 118 che hanno constatato la morte. Le indagini sono condotte dai carabinieri dai tecnici della Spresal dell’Asp di Palermo. Si stanno verificando le dotazioni di sicurezza del cantiere e se il lavoratore fosse stato assunto regolarmente.

Sono stati i colleghi a lanciare l’allarme e chiedere l’intervento dei soccorsi. Sono arrivati anche i carabinieri del Nucleo radiomobile e il personale dello Spresal dell’Asp. Sono stati sentiti i testimoni e i colleghi per chiarire la dinamica dell’incidente. Gli operai stavano eseguendo dei lavori di riparazione in una ditta che si trova nella zona industriale di Brancaccio.

Da accertare se il lavoratore indossasse o meno i dispositivi di protezione per lavorare in quota. Alessio La Targia di 40 anni lascia la moglie e i due figli.

La salma di Alessio La Targia è stata sequestrata. La procura di Palermo ha disposto l’autopsia che sarà eseguita nei prossimi giorni nell’istituto di medicina legale. L’incidente è avvenuto nella ditta Puleo Group srl in via Emiro Giafar nella zona industriale di Brancaccio. La ditta vende corredo, biancheria, l’intimo e oggetti per casa.


https://www.blogsicilia.it/palermo/operaio-40-anni-cade-impalcatura-e-muore-in-una-ditta-in-via-giafar/1219624/


La Sicilia è fra le regioni dove il lavoro manca e dove il lavoro che c'è è spesso senza tutele e pericoloso: nelle statistiche raccolte dall’Inail, che non conteggiano ancora il mese di dicembre, nel 2025 sono state 87 le morti bianche, e oltre 25 mila sono stati gli infortuni denunciati. Dati in netto aumento rispetto all'anno precedente. 

https://www.rainews.it/tgr/sicilia/video/2026/01/alessio-la-targia-morto-di-lavoro-be7b0260-a436-4b49-bd62-d7f296521289.html

lunedì 19 gennaio 2026

a Palermo Rubato pulmino per ragazzi con disabilità : “Gesto che priva di un bene prezioso chi è più fragile”




Rubato a Palermo il pulmino di Lab 360, centro multifunzionale che svolge attività per bimbi e ragazzi con disabilità. La presidente Antonella Radicelli: “Non solo un danno economico, ma una grave perdita di autonomia, inclusione e opportunità”.

https://www.fanpage.it/attualita/rubato-pulmino-per-ragazzi-con-disabilita-a-palermo-gesto-che-priva-di-un-bene-prezioso-chi-e-piu-fragile/


Come ha spiegato ancora la presidente, il pulmino, che è stato portato via da ladri di cui non si conosce l'identità, era usato dai bambini e ragazzi che si recano al centro multifunzionale per uscire, svolgere attività all'esterno, vivere esperienze che per loro rappresentano conquiste enormi.

I veicoli attrezzati per persone con disabilità hanno sistemi di accesso come pedane o sollevatori, ancoraggi per carrozzine e cinture di sicurezza, e sono molto costosi, ma necessari per chi ha mobilità ridotta.


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https://www.palermotoday.it/cronaca/rubato-pulmino-ragazzi-disabili.html


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Ciò che colpisce è la sproporzione tra il probabile guadagno di chi ha rubato il mezzo e il danno enorme inflitto a chi lo utilizzava. Un pulmino può valere qualche migliaio di euro sul mercato clandestino, ma per i ragazzi di LAB 360 rappresentava la possibilità di uscire, di socializzare, di sentirsi parte della comunità. Chi compie simili furti forse non riflette – o peggio, non si cura – delle conseguenze umane delle proprie azioni.

https://www.greenme.it/news/rubano-il-pulmino-ai-ragazzi-disabili-lappello-disperato-della-cooperativa-palermitana-idee-in-movimento/

venerdì 16 gennaio 2026

Al pronto soccorso di Senigallia per un tumore, ma non ci sono le barelle: dopo otto ore di attesa crolla e si sdraia per terra



Al pronto soccorso di Senigallia per un tumore, ma non ci sono le barelle: dopo otto ore di attesa crolla e si sdraia per terra


SENIGALLIA In attesa di una barella che non si trovava, perché erano tutte occupate, un paziente oncologico si è sdraiato sul pavimento del Pronto soccorso, e la sua foto ha fatto il giro d’Italia. Troppo doloroso per lui attendere seduto. È successo lunedì e la vicenda, portata alla luce ieri dal Movimento 5 Stelle, ha sorpreso anche la stessa azienda sanitaria che ha disposto un’indagine interna. 


Franco è molto debilitato ma qualcosa ci racconta anche lui: «Il personale fa quello che può, se non hanno i dispositivi medici non si va molto distante. Le barelle non ci sono, le carrozzine sono poche e uno si arrangia con quello che può. Del resto, si punta a rinforzare il privato e questi sono i risultati. A casa passo dal letto al divano, sto quasi sempre sdraiato perché seduto ho forti dolori. Ne avevo anche lunedì e tremavo da freddo, anche se non era freddo. Non potevo più stare seduto e mi sono dovuto arrangiare. Non sono arrabbiato con il personale, li capisco». 



https://www.msn.com/it-it/notizie/italia/al-pronto-soccorso-di-senigallia-per-un-tumore-ma-non-ci-sono-le-barelle-dopo-otto-ore-di-attesa-crolla-e-si-sdraia-per-terra/ar-AA1UjdIu

giovedì 15 gennaio 2026

Palermo.Scuole non riscaldate, bambina di quattro anni (scuola dell'infanzia) colta da ipotermia. Il Comune corre ai ripari


il malore all’istituto Capuana. 




L’emergenza freddo tra i banchi registra un nuovo episodio: un malore in una scuola dell’infanzia di Palermo. È successo all’istituto comprensivo Luigi Capuana, dove una bambina di quattro anni ha accusato un principio di ipotermia, mentre si trovava in aula. Tremava, era diventata viola in viso. Un caso che accresce l’allarme sulle condizioni all’interno di molti edifici scolastici di Palermo e non solo. Il dirigente Giuseppe Carlino aveva già denunciato la situazione del plesso Turrisi solo pochi giorni prima, raccontando di rimedi alternativi fatti di coperte e stufe. “L’impianto è fuori uso da tempo, mi dicono addirittura da 13 anni, nonostante le continue richieste di intervento”.

La mappa delle scuole al freddo descrive una città spaccata in due tipologie di criticità: da un lato ci sono caldaie vetuste, rotte o mai avviate, che si portano dietro problemi di gestione e regolazione dei sistemi di riscaldamento, dall’altro impianti mai realizzati perché all’interno di edifici storici.


https://palermo.repubblica.it/cronaca/2026/01/14/news/scuole_non_riscaldate_bambina_colta_da_ipotermia_il_comune_corre_ai_ripari-425095269/

https://www.thesocialpost.it/2026/01/14/tragedia-nella-scuola-italiana-bambina-si-sente-male-per-il-freddo-poi-la-scoperta-da-brividi-non-e-possibile/


https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-locale/choc-palermo-bimba-si-sente-male-scuola-freddo-termosifoni-2595423.html


Per  un evento del tutto uguale avvenuto sempre a Palermo, in altra scyila  nel 2023 si era espresso il movimento  Cittadinanza Attiva.. Riscrivo: evento avvenuto a gennaio 2023 



La carenza di personale tecnico aggrava ulteriormente la situazione in quanto l’ente proprietario, Comune, Provincia o Città Metropolitana, non sempre riesce ad intervenire tempestivamente rispetto alle segnalazioni dei Dirigenti scolastici – dichiara Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale scuola di Cittadinanzattiva– Trattandosi di situazioni che possono provocare gravi danni alla salute dei più piccoli, come l’ipotermia, la tempestività è essenziale. Per scongiurare che si verifichino episodi di altrettanta gravità, sollecitiamo i Dirigenti scolastici affinché esercitino il potere di sospendere le attività didattiche in presenza, trattandosi di eventi emergenziali, e magari di attivare la Dad per non penalizzare studenti e docenti. L’ente proprietario, d’altro canto, in quanto responsabile della manutenzione dell’edificio scolastico e dei suoi impianti, previa segnalazione del Dirigente scolastico, è tenuto ad intervenire tempestivamente, altrimenti studenti, genitori, docenti della scuola, possono mettere in atto anche una diffida nei confronti dell’ente proprietario della scuola».


https://www.helpconsumatori.it/secondo-piano/scuole-al-freddo-bambina-in-ipotermia-a-palermo-cittadinanzattiva-intollerabile/

martedì 13 gennaio 2026

Incidente sul lavoro, morto operaio 41enne mentre sposta un trasformatore da cinquanta quintali


il luogo di lavoro a Colleferro 



Dramma a Colleferro: la sala operativa del comando dei vigili del fuoco di Roma ha inviato nel primo pomeriggio alle ore 14,00 circa, la squadra di Colleferro 16/A con al seguito l'autogru della Sede della Rustica per un incidente sul lavoro, in località Piombinara la zona industriale della cittadina sulla Casilina. Arrivati sul posto in una grossa azienda che produce materiale edile la Grigolin i pompieri con i sanitari del 118 hanno constatato il decesso di un operaio di 41anni E. T. di Artena che è stato schiacciato da un grosso trasformatore di 50 quintali, mentre operava lo spostamento con il muletto gli è caduto addosso schiacciandolo. Sul posto ci sono i carabinieri della stazione e della compagnia di Colleferro e l'ispettorato del lavoro della Asl Roma 5 per le indagini del  caso.


https://www.ilmessaggero.it/roma/metropoli/colleferro_operaio_morto_oggi_schiacciato-9295514.html


https://www.romait.it/colleferro-operaio-muore-in-azienda-a-piombinara-schiacciato-da-un-trasformatore-da-50-quintali.html



sabato 3 gennaio 2026

Trani, sedicenne prende a calci e pugni un uomo disabile mentre la fidanzata lo filma



Trani, sedicenne prende a calci e pugni un uomo disabile mentre la fidanzata lo filma


La vittima è un uomo di 33 anni con disabilità, conosciuto in città. L'aggressore, denunciato, un ragazzo di appena 16 anni, incappucciato, che lo avrebbe preso di mira apparentemente per un motivo futile: uno sguardo, forse un semplice cenno di saluto rivolto alla ragazzina


Nel video, che ha iniziato a circolare sui social prima di essere rimosso, si vede la vittima gettata a terra per tre volte, colpita ripetutamente anche quando è già a terra e tenta disperatamente di proteggersi con un braccio per evitare di sbattere la testa.

L'aggressore, nel culmine della sua furia, gli sfila persino la sciarpa, lo trascina nuovamente a terra e continua a infierire con altri calci. Alcuni passanti sono intervenuti per soccorrere la vittima, che è stata poi accompagnata al Pronto soccorso dell'ospedale di Trani.

Le immagini agghiaccianti dell'aggressione sono state riprese con un telefono cellulare, probabilmente dalla stessa fidanzata minorenne dell'aggressore, e pubblicate su TikTok. Il video è stato rimosso poco dopo, insieme all'intero profilo da cui era stato diffuso, nel tentativo di cancellare le tracce. Ma era ormai troppo tardi: alcuni utenti lo avevano già visualizzato, scaricato e segnalato, contribuendo in modo decisivo a far emergere il caso e a identificare il responsabile.