martedì 21 aprile 2026

Il Comune di Enna sfratta 70 anziani di un Centro, i pensionati resistono occupando i locali e vincono (almeno per il momento)




https://www.lasicilia.it/news/cronaca/3033616/il-comune-di-enna-da-lo-sfratto-al-centro-anziani-i-nonnini-lo-occupano-non-vogliamo-andare-via-da-qui.html


Il Comune di Enna sfratta 70 anziani di un Centro, i pensionati resistono occupando i locali  e  vincono (almeno per il momento) 

INIZIALMENTE 

Si sono chiusi in quella che era per loro una sorta di seconda casa. Protagonisti di questa protesta, culminata con l’occupazione in assemblea permanente dei locali del Centro anziani “Dell’Amicizia” di via Civiltà del Lavoro ad Enna sono stati alcuni pensionati, che intendono resistere alla decisione del Comune di Enna, proprietario del locale, di riacquisire l’immobile.


In difesa degli anziani, l’avvocato Giuliana Conte che contesta al Comune di aver anticipato i tempi. Inoltre, il legale, nelle ore scorse, aveva sollecitato il Comune di Enna ad una proroga. “Non ci siamo mai opposti alla consegna dei locali – ha detto l’avvocato Conte – abbiamo solo chiesto una proroga: ci sono beni, che non sono del Comune, sono di nostra proprietà. Inoltre, la proroga avrebbe consentito per poter effettuare un sopralluogo per constatare lo stato dei luoghi e lo stato in cui viene riconsegnato questo immobile”.  Il Comune, secondo quanto sostenuto dall’avvocato, non ha “dato seguito alla richiesta di proroga”.


https://www.vivienna.it/2026/04/21/il-comune-di-enna-sfratta-70-anziani-di-un-centro-i-pensionati-occupano-il-locale/


TRE ORE FA 

La contesa del Centro anziani, trovata l’intesa: i pensionati non lasceranno il locale


Sei ore di resistenza silenziosa, dignitosa, testarda. Sei ore in cui settanta anziani hanno trasformato la loro “seconda casa” in un presidio civile. E alla fine, hanno vinto. La vicenda del Centro anziani “Dell’Amicizia” di via Civiltà del Lavoro ad Enna si chiude — almeno per ora — con una mediazione che ridà respiro a una comunità di pensionati che stamane aveva rischiato di perdere il proprio punto di riferimento quotidiano.


MA  partita ancora aperta



https://www.vivienna.it/2026/04/21/la-contesa-del-centro-anziani-trovata-lintesa-i-pensionati-non-lasceranno-il-locale/


sabato 11 aprile 2026

Palermo.Si spezza il braccio della gru, morti due operai che lavoravano in nero

Palermo.Si spezza il braccio della gru, morti due operai che lavoravano in nero


Erano su un cestello al decimo piano di un palazzo a Palermo; due indagati per omicidio colposo



Erano sul cestello della gru per lavori nel sotto balcone al decimo piano di un edificio in via Marturano, a Palermo, quando il secondo braccio del mezzo si è spezzato: gli operai Daniluc Tiberi Un Mihai, romeno di 50 anni, e Najahi Jaleleddine, tunisino di 41 anni, sono precipitati facendo un volo di decine di metri e sono morti sul colpo.


Il cestello e il braccio della gru hanno sfondando la tettoia del rivenditore di gomme Gammicchia, che si trova proprio ai piedi del palazzo.


E dalle prime indagini, coordinate dalla procuratrice aggiunta Laura Vaccaro, emerge che i due operai lavoravano in nero senza contratto, come riferito anche dai familiari, e non risulterebbero iscritti né alla Cassa edile né alla Edilcassa. Nel crollo è rimasto ferito un dipendente della ditta di pneumatici, Emanuele Parise di 35 anni, ricoverato nell'ospedale Villa Sofia per la frattura del setto nasale. La Procura di Palermo ha aperto una inchiesta per omicidio colposo, indagati il titolare della ditta Edil Tech per la quale lavoravano i due operai e il proprietario dell'appartamento interessato dai lavori. Si tratta di un atto dovuto che consentirà ai due di partecipare con propri consulenti all'esame autoptico sui corpi fissato, per lunedì, all'istituto di medicina legale del Policlinico


https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/04/10/si-spezza-il-braccio-della-gru-morti-due-operai-che-lavoravano-in-nero_ad43f688-af04-42b5-bc5f-07bc3c1164b7.html


***


Stefano Pratella


Stamattina * ho molto apprezzato che Cinzia Sciuto abbia scelto di leggere, come primo articolo, quello sul duplice omicidio sul lavoro. Ciò in velata polemica con tutti i quotidiani che si sono ben guardati dal dare la notizia in prima pagina. Evidentemente l' ossessione securitaria che ci ammorba da 30 anni riguarda tutto, ma non la sicurezza sul lavoro


https://www.facebook.com/groups/Radio3LiberaPassioni/posts/3462556050579399


* Radio 3 trasmissione Prima Pagina 


Avvisare Roberto Benigni che la nostra Costituzione Repubblicana NON è la più bella del mondo finchè non venga  pienamente attuata  per la tutela e l'espansione dei  diritti civili e sociali dei cittadini e delle cittadine 

In questo ambito faccio mio il commento di Frank Cimini  su Facebook 

Buongiorno stocazzo… a Palermo due operai morti cadendo da una gru… di quale Costituzione più bella del mondo state cianciando?





mercoledì 1 aprile 2026

PALERMO : Al Policlinico ambulatorio di pneumologia non accessibile e quando l’elevatore funziona serve aiuto


https://www.ligurianotizie.it/la-segnalazione-grave-disagio-allasl3-fiumara-gli-ascensori-non-funzionano/2024/02/12/566769/


PALERMO : Al Policlinico ambulatorio di pneumologia non accessibile e quando l’elevatore funziona serve aiuto

servizio di Patrizia Gariffo 


All’Uosd di neurofisiopatologia dell’ospedale di Palermo da mesi la situazione è sempre la stessa e nella peggiore delle ipotesi si deve fare un giro fra terriccio e rami trascinando in reparto, a casa e in macchina sporcizia


 anche quando l’elevatore funziona non si può usare in autonomia. Infatti, per attivarlo è necessario l’intervento di un addetto e per chiamarlo bisogna passare dalla portineria, ma ci sono dei gradini. Questo significa che, in pratica, la persona con disabilità non è nelle condizioni di attivare da sola il servizio e deve affidarsi a qualcun altro.


articolo integrale in 

https://palermo.repubblica.it/cronaca/2026/03/31/news/al_policlinico_ambulatorio_di_pneumologia_non_accessibile_e_quando_l_elevatore_funziona_serve_aiuto-425256222/

sabato 28 marzo 2026

newsletter. Labour Week Noleggio umani



Noleggio umani


Questa settimana ho provato, senza successo, a iscrivermi a una piattaforma online che si chiama RentaHuman.ai. Nel momento in cui scrivo, il contatore sul sito indica 662.869 persone disponibili a essere “noleggiate” da un agente artificiale per svolgere i compiti più disparati: fare una fotografia, ritirare un pacco o sottoscrivere un documento per conto di una macchina.

A prima vista, sembra l’ennesimo spazio digitale dove provare a guadagnare qualche euro. Ma se si guarda meglio al meccanismo, emerge qualcosa di diverso. Nelle piattaforme tradizionali della gig economy il rapporto, per quanto mediato, resta umano: un cliente incarica, una piattaforma organizza, un lavoratore esegue. Qui, invece, il centro decisionale è un agente di intelligenza artificiale. L’essere umano non lavora più per qualcuno, ma per qualcosa. È un passaggio sottile, ma radicale: non si tratta più di governare l’AI, bensì di essere governati da essa.

Se questo modello dovesse diffondersi, le implicazioni per il diritto del lavoro sarebbero tutt’altro che marginali. La prima criticità riguarda l’imputazione della responsabilità. Le categorie tradizionali — datore di lavoro, committente, intermediario — presuppongono un soggetto giuridico identificabile che organizza e talvolta dirige la prestazione. Ma cosa accade quando le istruzioni provengono da una macchina, priva di personalità giuridica e opaco nei suoi processi decisionali?

Non è solo un problema teorico. Pensate a un incarico apparentemente innocuo — il ritiro di un pacco o la consegna di un documento  — che si traduca in una violazione di legge o in un danno a terzi. Il pacco conteneva droga o il documento era falsificato, ma l'umano non lo poteva sapere. Su chi ricade la responsabilità? Sulla persona? Sulla piattaforma? Sul soggetto che ha sviluppato o addestrato l’agente?

A questo si aggiunge un ulteriore livello di complessità: l’assenza di un centro di imputazione della responsabilità rende difficilmente applicabili anche le tutele fondamentali del diritto del lavoro. Chi garantisce il rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza? Chi è tenuto a prevenire discriminazioni o a gestire correttamente i dati personali? E, soprattutto, è ancora sensato parlare di autonomia del lavoratore quando la direzione è esercitata da una macchina?

Insomma, ci troviamo dentro a un potenziale episodio di Black Mirror dai risvolti ancora ignoti. Siamo ancora in tempo: possiamo scegliere di mettere le persone al centro e vietare, o quantomeno limitare, la subordinazione degli esseri umani a delle macchine. Sperém.


Avv. Alessio Amorelli -newsletter. Labour Week 

sabato 21 marzo 2026

Ancora strage di stato :un morto sul lavoro nel territorio di Bari, nella città di Modugno (Bari)


foto dell'Azienda dove si è verificata la morte di  Enrico Matera 


Modugno, precipita dal tetto di un capannone: muore operaio di 29 anni di Andria. «Era diventato padre da poco»

L'uomo, Enrico Matera, sarebbe caduto attraverso un lucernario, un volo di circa sei metri. Non si esclude stesse operando su una superficie non portante

https://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/bari/1941541/modugno-precipita-mentre-lavora-sul-tetto-di-un-capannone-muore-operaio-di-29-anni.html

venerdì 27 febbraio 2026