venerdì 27 febbraio 2026

lunedì 16 febbraio 2026

Belpasso(provincia di Catania) Grave incidente sul lavoro




Grave incidente sul lavoro a Belpasso: operaio di 50 anni cade dal cestello di un muletto, è in gravi condizioni

L’incidente si è verificato ieri, domenica, intorno a mezzogiorno.


Un operaio di 50 anni, con contratto in somministrazione*, è infatti precipitato da un’altezza di circa quattro metri mentre svolgeva operazioni di inventario all’interno della piattaforma logistica di Ergon Spa, azienda della distribuzione organizzata collegata al marchio Despar, a Belpasso.


Secondo quanto ricostruito, il lavoratore stava operando in quota attraverso una pratica di sospensione autorizzata e voluta dall’azienda.**


Per le organizzazioni sindacali tale modalità non era necessaria e rappresenta una scelta organizzativa che esponeva a rischi evidenti.


Negli anni la Filcams Cgil ha più volte denunciato le precarie condizioni di sicurezza presenti nella struttura, arrivando a segnalare formalmente la situazione all’ASP competente e allo SPRESAL, il Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro, organo delle ASL che vigila sulla sicurezza e salubrità nei luoghi di lavoro.


https://www.95047.it/grave-incidente-sul-lavoro-a-belpasso-operaio-di-50-anni-cade-dal-cestello-di-un-muletto-e-in-gravi-condizioni


***

Esiste un modo per avere del personale in azienda senza fare un contratto di assunzione e, allo stesso tempo, rispettando la legge. Si tratta del contratto di somministrazione, grazie al quale un imprenditore può avere dei lavoratori che dipendono da un terzo soggetto, cioè dal datore vero e proprio che manda «in missione» presso di lui (tecnicamente si dice così) il suo dipendente

https://www.laleggepertutti.it/585564_che-cose-il-contratto-di-somministrazione


** Lavoro in quota: normative, DPI e procedure di sicurezza per la prevenzione delle cadute

https://gruppostc.com/lavoro-quota-sicurezza/

sabato 14 febbraio 2026

Fu trasferito nel centro migranti in Albania, ora il governo lo deve risarcire: la prima condanna per il Viminale



Fu trasferito nel centro migranti in Albania, ora il governo lo deve risarcire: la prima condanna per il Viminale


Il tribunale di Roma ha condannato il ministero dell’Interno a risarcire un migrante trasferito illegittimamente da un Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) italiano alla struttura fatta costruire a Gjader, in Albania, dal governo Meloni. È la prima volta, scrive Repubblica, che il Viminale è costretto a risarcire uno dei migranti trasferiti nel centro per i rimpatri situato fuori dai confini nazionali.


Il 10 aprile scorso, il migrante in questione – un algerino di 50 anni e in quel momento trattenuto al Cpr di Gradisca d’Isonzo (Gorizia) – viene trasferito. All’uomo viene comunicato che la sua destinazione è il Cpr di Brindisi, ma in realtà viene portato in Albania. Soltanto 48 ore dopo il suo arrivo, il 50enne scopre dove si trova realmente. L’uomo, che vive in Italia da 19 anni, ha una compagna italiana e due figli minorenni, che però non riesce più a vedere


A quel punto, come molti altri migranti, presenta una richiesta di asilo. Il ricorso presentato dal suo legale, Gennaro Santoro, viene accolto dai giudici, che ne dispongono la liberazione. Per quella vicenda ora il ministero dell’Interno è stato condannato a un risarcimento di 700 euro per il mese trascorso illegittimamente nel cdr di Gjader, in Albania.


https://www.open.online/2026/02/14/migrante-albania-risarcimento-viminale/


Albania, Viminale condannato a risarcire un migrante: “Trasferimento senza motivo e falsità sulla destinazione”


La sentenza del tribunale di Roma riguarda il trasferimento di un cittadino algerino da un Cpr italiano alla struttura di Gjader. Che sarebbe stato disposto in assenza di un provvedimento scritto e motivato


Oltre a violare la legge, il ministero avrebbe anche mentito. “La sentenza accerta che alla persona trasferita era stato detto falsamente che sarebbe stata portata in un altro centro in Italia”. Al contrario, si legge che il ricorrente è stato sottoposto a legatura dei polsi con fascette contenitive per l’intero tragitto verso l’Albania, senza essere messo a conoscenza della reale destinazione. 


I giudici hanno dunque concluso che l’operazione ha “interferito negativamente con il diritto alla vita privata e familiare tutelato dall’art. 8 della CEDU”, specialmente in relazione al diritto-dovere di visita del ricorrente verso i figli minorenni in Italia. Per garantire le guarentigie dell’habeas corpus, il Tribunale ribadisce che il soggetto deve essere sempre “posto nelle condizioni di sapere, attraverso un provvedimento, dove, quando e perché” viene trasferito


https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/02/14/albania-piantedosi-condannato-a-risarcire-un-migrante-trasferimento-senza-motivo-e-falsita-sulla-destinazione/8291587/

lunedì 9 febbraio 2026

Rider sfruttati, controllo giudiziario per Foodinho-Glovo: “Regolarizzarne 40mila, pagati 2,5 euro




Rider sfruttati, controllo giudiziario per Foodinho-Glovo: “Regolarizzarne 40mila, pagati 2,5 euro


La disposizione urgente del pm milanese Paolo Storari, l’accusa per la società di delivery del colosso spagnolo è caporalato: “Paghe sotto la soglia di povertà, etero-organizzazione algoritmica”

Le testimonianze dei rider: “Sottopagati e puniti”
"Sono sempre geolocalizzato tramite l'app e, se sono in ritardo con una consegna, Glovo mi chiama per sapere cosa succede (...) Il compenso varia tra 2,50 e 3,70 euro a consegna". E' solo una delle numerose testimonianze, molto simili tra loro, dei rider, 40mila in totale in tutta Italia, che per la procura di Milano sarebbero stati sfruttati da Glovo. Molti rider hanno messo a verbale che, lavorando con le loro "bici elettriche" anche in centro a Milano, tra le zone del Duomo e della stazione Centrale, riuscivano a guadagnare "800 o 900 euro" al mese per "12 ore di lavoro" al giorno, con un "compenso medio" a consegna di 2,5 euro. Per i ritardi nelle consegne, poi, hanno subito penalizzazioni 



Gli accertamenti compiuti dalla Procura di Milano, si legge nelle conclusioni del pubblico ministero Storari, "danno atto di una situazione di vero e proprio sfruttamento lavorativo, perpetrato da anni ai danni di numerosissimi lavoratori (circa 40mila, ndr), che percepiscono retribuzioni sproporzionate rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato e in palese difformità da quanto stabilito dalla contrattazione collettiva, situazione di illegalità che è indispensabile far cessare al più presto, considerando anche che coinvolge un numero rilevante di lavoratori che vivono con retribuzioni sotto la soglia di povertà".  

L'amministratore giudiziario incaricato dovrà garantire il rispetto delle norme e delle giuste condizioni di lavoro, ma anche che si "proceda alla regolarizzazione dei lavoratori" da parte della società che ha adottato "una politica di impresa che rinnega esplicitamente le esigenze di rispetto della legalità" e che ha un "modello organizzativo inidoneo" a evitare "situazioni di pesante sfruttamento lavorativo".  

venerdì 6 febbraio 2026

Palermo-Ospedale Civico...Tac da un milione di euro inutilizzata-Un paradosso inaccettabile




Civico, Tac nuova e abbandonata: manca il personale specializzato


L’apparecchiatura è stata collaudata ma non è ancora entrata in funzione... un macchinario di avanzatissima tecnologia, comprato 1 milione di euro, lasciato a prendere polvere da un anno mentre abbiamo file di ore, liste d’attesa a mai finire


 il Codacons chiede al Ministro della Salute, Orazio Schillaci, l’invio immediato degli ispettori ministeriali presso la struttura ospedaliera, al fine di accertare le ragioni del mancato utilizzo di una TAC di ultima generazione, acquistata con fondi pubblici per oltre un milione di euro e rimasta inattiva per carenza di personale... particolare gravità se rapportata all’attuale situazione della sanità regionale, caratterizzata da liste d’attesa ancora estremamente lunghe e da cittadini costretti a permanenze prolungate nei pronto soccorso in attesa di esami diagnostici essenziali.


giovedì 5 febbraio 2026

Allarme povertà sanitaria, sempre più persone a Palermo non hanno i soldi per comprare i farmaci




Allarme povertà sanitaria, sempre più persone a Palermo non hanno i soldi per comprare i farmaci


Federfarma Palermo e il Banco farmaceutico lanciano un appello ai palermitani per aderire alla Giornata di raccolta del farmaco


PALERMO – Aumenta sempre più a Palermo e provincia la povertà sanitaria e cresce il numero di persone che non hanno i mezzi economici per permettersi di pagare le cure o anche solo di acquistare semplici antipiretici, antinfiammatori e antinfluenzali oppure uno sciroppo per la tosse. E mentre in questi giorni monta l’emergenza freddo, i 37 centri caritatevoli che se ne prendono cura e che aderiscono al Banco farmaceutico segnalano che è raddoppiata la richiesta di assistenza, che ora si è estesa anche ai pazienti oncologici e a quelli terminali. Un dato che desta molta preoccupazione fra gli operatori sociali, considerato che già lo scorso anno la Giornata di raccolta del farmaco è riuscita a coprire meno della metà dei prodotti richiesti dal territorio.


https://livesicilia.it/a-palermo-crescono-i-poveri-che-non-possono-comprare-i-farmaci/



Ormai è sotto gli occhi di tutti e lo segnalano da tanti presidi sul territorio che si occupano degli ultimi e di chi non riesce più ad arrivare a fine mese. Aumenta sempre più a Palermo e provincia la povertà sanitaria e cresce il numero di persone che non hanno i mezzi economici per permettersi di pagare le cure o anche solo di acquistare semplici antipiretici, antinfiammatori e antinfluenzali oppure uno sciroppo per la tosse.


E mentre in questi giorni monta l’emergenza freddo, i 37 centri caritatevoli che se ne prendono cura e che aderiscono al Banco farmaceutico segnalano che è raddoppiata la richiesta di assistenza, che ora si è estesa anche ai pazienti oncologici e a quelli terminali. Un dato che desta molta preoccupazione fra gli operatori sociali, considerato che già lo scorso anno la Giornata di raccolta del farmaco è riuscita a coprire meno della metà dei prodotti richiesti dal territorio.


Ecco perché Federfarma Palermo e il Banco farmaceutico lanciano un particolare appello al cuore dei palermitani, affinché quest’anno contribuiscano in maniera ancora più generosa alla Giornata di raccolta del farmaco, che si svolgerà da martedì 10 a lunedì 16 febbraio. Per favorire una pronta risposta all’aumentato bisogno di cure, molte delle farmacie aderenti hanno deciso di proporre la donazione di prodotti da banco e farmaci senza ricetta per l’intera durata della manifestazione e non solo nelle giornate di sabato 14 e lunedì 16.


https://www.balarm.it/news/a-palermo-cresce-la-poverta-sanitaria-non-riescono-a-curarsi-o-a-pagare-uno-sciroppo-162973


I numeri della precedente edizione, quelli attuali con le farmacie aderenti, le modalità di svolgimento e le testimonianze sulla grave situazione saranno oggetto della conferenza stampa che si svolgerà domani, 6 febbraio, alle ore 10, presso la chiesa parrocchiale di Sant'Agnese Vergine e Martire, in piazza Danisinni. Saranno presenti Giacomo Rondello, coordinatore provinciale del Banco farmaceutico; Roberto Tobia, presidente di Federfarma Palermo, fra’ Mauro Billetta, parroco di Sant'Agnese e alcuni volontari.



https://www.palermotoday.it/cronaca/allarme-poveri-cure-farmaci.html


In realtà è stato suicidato :Arrivano gli ufficiali giudiziari per lo sfratto: si suicida colpendosi al ventre con un coltello




E’ successo a Sarzana ieri sera. L’uomo, 64 anni erede di una famiglia di commercianti, da tempo era terrorizzato per la situazione


https://genova.repubblica.it/cronaca/2026/02/05/news/sarzana_arrivano_gli_ufficiali_giudiziari_per_lo_sfratto_si_suicida_colpendosi_al_ventre_con_un_coltello-425140864/?ref=RHLM-BG-P6-S1-T1-fdg6


Sarzana, arrivano gli ufficiali giudiziari per lo sfratto: uomo si suicida con un coltello davanti a loro e i proprietari di casa


Un uomo di 64 anni si è ucciso ieri sera alla vista degli ufficiali giudiziari che sono arrivati a casa per eseguire lo sfratto. È successo nel centro storico di Sarzana e la notizia è stata anticipata dalla Nazione e dal Secolo XIX. L'uomo abitava da solo e più di una volta aveva manifestato disagio e problemi di fragilità. Da tempo i proprietari dell'appartamento avevano avviato l'iter burocratico per lo sfratto e ieri si sono presentati accompagnati dall'ufficiale giudiziario. A quel punto, l'uomo si è barricato in casa e si è ferito varie volte all'addome con un coltello.