sabato 20 dicembre 2025

Lancia sedia contro la compagna disabile: arrestato militare della Marina. “Violenze senza freno”




Lancia sedia contro la compagna disabile: arrestato militare della Marina. “Violenze senza freno”


Violenze e insulti sarebbero andati avanti per anni sulla donna, malata di sclerosi multipla e disabile al 67 per cento, contro i figli di lei e anche i cani di famiglia: il caso in provincia di Lecce Botte, offese e ripetute umiliazioni nei confronti della propria convivente malata di sclerosi multipla»


https://www.msn.com/it-it/notizie/italia/lancia-sedia-contro-la-compagna-disabile-arrestato-militare-della-marina-violento-senza-freno/ar-AA1SIH0V


Giugno 2025 


Violenza sulle donne con disabilità: quasi un reato e mezzo al giorno

I dati del ministero dell'Interno svelano una realtà drammatica: ogni giorno più di una donna con disabilità è vittima di violenza in Italia. Una realtà lontana dai riflettori, ma che fa ogni anno centinaia di vittime

https://www.osservatoriodiritti.it/2025/06/10/violenza-sulle-donne-con-disabilita/




lunedì 8 dicembre 2025

“Devi andartene da questa casa”. A Barberino di Mugello Pierantonio Cianti si fa esplodere

“Devi andartene da questa casa”. A Barberino di Mugello Pierantonio Cianti si fa esplodere


Le prime informazioni raccolte delineano un quadro delicato. Secondo quanto riferito da alcuni residenti, Cianti avrebbe dovuto lasciare l’abitazione e ne sarebbe stato informato dai proprietari. Una condizione ritenuta da molti vicini particolarmente pesante per lui, che potrebbe aver contribuito al gesto estremo ipotizzato dagli investigatori. L’esplosione, infatti, potrebbe essere stata provocata volontariamente, anche se gli accertamenti sono ancora in corso.




Un gesto volontario è la probabile causa della tragedia accaduta nella notte attorno alle 3.30. Indagini in corso dei carabinieri. La vittima aveva 71 anni, avrebbe dovuto lasciare l’appartamento

sabato 29 novembre 2025

28 Novembre 2025 Lettera ad un paese che oggi sciopera .






28 Novembre 2025 Lettera ad un paese che oggi sciopera .

Oggi l’Italia si ferma e rinuncia a una giornata di salario. Non per comodo, ma per dignità. Non è un fine settimana anticipato: è un taglio che brucia. Chi sciopera perde denaro, chi governa perde la misura del Paese. E nessuno restituisce il resto.

28 Novembre 2025

https://www.glistatigenerali.com/attualita/italia/lettera-a-un-paese-che-oggi-sciopera/


Italia, oggi ti guardo mentre ti fermi. Capisco che non sei più il Paese che ingoia tutto. Sei il Paese che finalmente dice basta. Non con la voce. Con il portafoglio. Chi sciopera perde soldi. Quindi evitatevi il sogghigno, perché siamo nel fine settimana. Queste persone non vanno a sciare in anticipo di un giorno. Non fanno il week end lungo per lo shopping compulsivo. Si tolgono denaro. Si privano di una giornata di lavoro. E non è festa. E non è pagata. E nessuno restituisce. “Scusi, manca il resto signore”. Lo sciopero non è un privilegio. È un taglio. Un colpo. Una rinuncia. È un modo per dire che così non si può andare avanti. Non è romanticismo. È resistenza quotidiana. E la quotidianità fa più male delle ideologie. Chi governa parla di ordine. Come se l’ordine bastasse a riempire il frigorifero. Chi sta all’opposizione parla di partecipazione. Come se bastasse una parola per proteggere chi oggi si ferma. Nessuno dice la verità. Nessuno dice che nelle scuole, negli autobus, negli ospedali, nelle cooperative sociali, nelle pulizie, nei servizi educativi, ci sono persone che tengono in piedi il Paese per stipendi che sembrano mance. Nessuno dice che chi assiste un anziano, chi cambia un pannolone, chi guida un mezzo pubblico, chi insegna in classi impossibili, oggi rinuncia a una giornata di paga pur di dire basta. Nessuno dice che il problema non è ideologico. È materiale. Tangibile. È il conto corrente che non regge. È il carrello che cambia prezzo ogni settimana. È la benzina che sembra una tassa emotiva. E allora la domanda non è perché scioperi. È perché non ti ribelli. È perché continui a stare in piedi in un Paese che ti vuole sempre disponibile, sempre muto, sempre riconoscente. Tu oggi ti fermi. E fai paura. Non perché sei violento. Perché sei vero. E la verità fa saltare le narrative. La politica ama le slide. Ama le conferenze. Ama il futuro raccontato come se fosse un film. Non ama chi glielo rompe. Tu oggi lo rompi. Ti rifiuti di essere ingoiato. Ti rifiuti di essere il numero duecentoventisette dopo la virgola. Ti rifiuti di essere l’ingranaggio muto di una macchina che non vede la tua faccia. Oggi non lavori. Non per comodità. Per dignità. E la dignità costa. Brucia. Toglie. Ma salva. Oggi tu scioperi. E non chiedi scusa a nessuno. — 𝐅.𝐂.

La strage di stato dei Morti sul Lavoro continua a Torino





Muratore muore in cantiere a 63 anni, è precipitato da nove metri mentre ristrutturava una casa


Un operaio edile romeno di 63 anni, Toader Palimaru, è morto ieri mattina precipitando da un’altezza di nove metri dal cantiere di ristrutturazione di una casa privata in via Molino a Caselette, comune nella Città metropolitana di Torino.


Un operaio edile romeno di 63 anni, Toader Palimaru, è morto ieri mattina precipitando da un’altezza di nove metri dal cantiere di ristrutturazione di una casa privata in via Molino a Caselette, comune nella Città metropolitana di Torino.


https://www.torinoggi.it/2025/11/28/leggi-notizia/argomenti/cronaca-11/articolo/tragedia-a-caselette-operaio-60enne-cade-da-nove-metri-daltezza-e-muore.html

sabato 15 novembre 2025

Microsoft teams saprà dove sei Autore Avvocato Alessio Amorelli






Dopo la pandemia l'organizzazione del lavoro in ufficio ha subito profondi cambiamenti. Lo smart working si è diffuso in molte aziende e le videocall hanno sostituito gran parte delle riunioni in presenza. In questo contesto Microsoft Teams è diventato un fedele compagno nelle disavventure quotidiane di tutti noi. Dal prossimo mese la piattaforma integrerà una nuova funzione in grado di rilevare la presenza del dipendente in ufficio tramite la connessione Wi-Fi utilizzata.   

La nuova integrazione di Teams pone una serie di interrogativi non banali riguardanti il controllo a distanza dell'attività lavorativa. L'articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori, infatti, vieta al datore di lavoro di monitorare a distanza i dipendenti. I software in grado di distanza i dipendenti possono essere utilizzati soltanto qualora sussistano specifiche esigenze organizzative, produttive, connesse alla sicurezza sul lavoro o alla tutela del patrimonio aziendale. In ogni caso, l'installazione deve essere preceduta da uno specifico accordo sindacale o da un'autorizzazione dell'Ispettorato del Lavoro

Nel 2015 il Jobs Act ha reso meno stringenti i limiti dei controlli a distanza prevedendo delle eccezioni per quanto riguarda gli strumenti utilizzati dal dipendente per lavorare e per registrare le presenze. Entro certi limiti, da valutare attentamente caso per caso,  il pc o il badge aziendale possono essere impiegati senza dover raggiungere un accordo con i sindacati o ottenere l'autorizzazione dell'Ispettorato. 

In ogni caso l'azienda non può usare uno strumento di lavoro come pretesto per monitorare i dipendenti. Il punto cruciale, quindi, è definire le finalità con cui si utilizza uno strumento e i dati personali trattati dal datore di lavoro. In concreto, se Teams viene utilizzato soltanto solo per videocall e chat interne, nessun problema. Ma se la nuova funzione Wi-Fi viene usata per verificare dove si trova il dipendente, con lo scopo (anche indiretto) di controllarne la presenza o la produttività, potrebbero scattare i divieti e le sanzioni previsti dalla legge. 

La nuova funzione di Microsoft Teams dovrebbe essere disattivata di default e potrà essere abilitata solo dagli amministratori IT, previo consenso esplicito degli utenti interessati. In attesa di eventuali chiarimenti, sarà fondamentale analizzare preventivamente l'operatività aziendale e, se necessario, sottoscrivere un accordo con le organizzazioni sindacali o richiedere l'autorizzazione all'Ispettorato del Lavoro. Converrete con me: è meglio prevenire che trovarsi a discutere in Tribunale sulle funzioni del nostro caro vecchio Teams.    

venerdì 7 novembre 2025

Quando le false buste paga diventano estorsione


Labour Weekly  

Una pillola di lavoro una volta alla settimana

 

Quando le false buste paga diventano estorsione


Il diritto del lavoro non è soltanto licenziamento, mobbing o straordinari. Le scorrettezze commesse da datori di lavoro senza scrupoli possono configurare anche dei reati. Ad esempio, costringere i dipendenti a sottoscrivere buste paga con importi più alti di quelli effettivamente percepiti può integrare una vera e propria estorsione.   

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 29368 dell’8 agosto 2025 ha confermato la condanna a tre anni e cinque mesi subita da un imprenditore sardo che imponeva ad alcuni lavoratori la firma delle buste paga nonostante l'indicazione di importi non pagati, con la minaccia di non percepire alcuna retribuzione. Un modo opinabile per dire "o accetti o quella è la porta". 

Il principio su cui si basa la sentenza è noto da tempo ed è stato confermato anche in questa occasione. In sintesi, integra il delitto di estorsione la condotta del datore di lavoro che costringe i dipendenti, con la minaccia larvata di licenziamento, ad accettare trattamenti retributivi inferiori, anche se formalmente le buste paga risultano regolari. La firma per ricevuta delle busta paga non è di per sè un elemento sufficiente a salvare l'imprenditore. 


La Corte di Cassazione chiarisce anche che il profitto ingiusto non è rappresentato soltanto dal risparmio sullo stipendio ma anche dalla finta regolarità esibita nei confronti dell'Agenzia delle Entrate e dell'INPS. A rimetterci è sempre il dipendente che avrà uno stipendio inferiore e dei possibili pregiudizi anche a livello fiscale e previdenziale. Insomma, se vi trovate davanti ad una prassi aziendale discutibile, sappiate che la legge fornisce degli strumenti con cui reagire.  


Avv. Alessio Amorelli 

mercoledì 5 novembre 2025

Octav Stroici, morto nella Torre dei Conti a 66 anni: vittima del lavoro e dello sfruttamento, un “omicidio bianco”



Octav Stroici, morto nella Torre dei Conti a 66 anni: vittima del lavoro e dello sfruttamento, un “omicidio bianco”

La ristrutturazione della Torre dei Conti non è un affare privato, riguarda lo Stato. La Torre è un bene nazionale. Possibile che non fossero state studiate le possibilità di un crollo?


Elon Musk ha ottenuto recentemente un aumento di stipendio di 58 miliardi di dollari. Un bonus. A lui non basta. Chiede di avere un premio di produzione più alto: di mille miliardi. Non so cosa voglia dire mille miliardi. Credo che più o meno sia come quando un bambino ti dice “di qui alla luna”. Non conosco lo stipendio che percepiva Octav. Temo che non fosse superiore, o che superasse di poco, i 2000 euro al mese. Un migliaio li spendeva per pagare l’affitto di un appartamento a Monterotondo, circa a un’ora da Roma se il treno è in orario. Alla moglie resterà, spero, la reversibilità, che sarà si e no di mille euro.


Octav era un immigrato. Era rumeno. Veniva da una cittadina che si chiama Suceava che sorge quasi al confine con la Moldavia. Di lui sappiamo pochissimo, non era famoso, non era ricco, non era italiano. Giusto qualche informazione magra magra che si ottiene consultando facebook. Però conosciamo l’età, sessantasei anni. In mezza Europa a quell’età un operaio è in pensione. Da noi no. E conosciamo il suo lavoro. Operaio specializzato in ristrutturazione di edifici antichi. Un mestiere serio, complicato. Che richiede doti, esperienza, zelo, addestramento. E poi chiede un’altra qualità: il coraggio. Octav Stroici aveva anche quella qualità.


Sapeva di rischiare. E ha rischiato molto lavorando, non sappiamo con quali garanzie di sicurezza, all’interno della Torre dei Conti, a Roma, due passi dal Colosseo. Una Costruzione che risale al medioevo, al 1100, e che aveva bisogno di essere ristrutturata perché era logora, e si sapeva. E si sapeva anche che forse era stata negli ultimi tempi ulteriormente lesionata dagli scavi per la nuova metropolitana, il tratto dal Colosseo a piazza Venezia, che passa proprio sotto la torre. Dunque si sapeva anche che la possibilità di un crollo era una possibilità concreta. La ristrutturazione della Torre dei Conti non è un affare privato, riguarda lo Stato. La Torre è un bene nazionale. Possibile che non fossero state studiate le possibilità di un crollo? Prevedere un terremoto è difficile, sapere quanto è stabile un edificio, dal progetto molto ardito, di quasi un millennio fa, dovrebbe essere possibile.


Vedrà la magistratura le colpe. Noi vediamo quello che possiamo vedere: Octav è un’altra vittima del lavoro. Dello sfruttamento e del lavoro. È morto dopo 11 ore di agonia, in diretta, davanti a tutta Italia che guardava e parlava e faceva il tifo per lui. Una tragedia che in qualche cosa addirittura ricorda la tragedia di Vermicino, la morte in diretta, in un pozzo, di un bambino di cinque anni. Quarantacinque anni fa. Credo che centinaia di migliaia di persone si siano commosse. Octav diventa un po’ il simbolo di quelli che una volta si chiamavano “omicidi bianchi”. L’“omicidio bianco” non è un incidente sul lavoro. È una componente dello sfruttamento del lavoro. Non è una componente straordinaria. In Italia, mediamente, ci sono due o trecento omicidi classificati come tali. E poi ci sono mille omicidi “speciali”: morti sul lavoro. Lo Stato che fa? Si indigna, talvolta per qualche ora talvolta per qualche giorno. E poi dice: succede. Faccio solo una domanda: ma è normale un mondo dove vivono Elon Musk e Octav Storici? A me pare un mondo abbastanza schifoso. E folle. (Piero Sansonetti)


https://www.unita.it/2025/11/05/octav-stroici-morto-nella-torre-dei-conti-a-66-anni-vittima-del-lavoro-e-dello-sfruttamento-un-omicidio-bianco/


https://www.lacnews24.it/italia-mondo/octav-lultimo-respiro-tra-le-pietre-di-roma-la-vita-spezzata-delloperaio-che-sognava-un-futuro-in-italia-p5v385hi


La fine di Octav è uno scandalo, ma a preoccupare il governo  è solo il danno di immagine

lunedì 3 novembre 2025

Il caporalato digitale



IL CAPORALATO DIGITALE


L'articolo 603 del codice penale punisce con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da Euro 500 a Euro 1.000 chiunque recluti lavoratori allo scopo di sfruttarli approfittando del loro stato di bisogno. Questo fenomeno, conosciuto da tutti come caporalato, è tradizionalmente presente nei settori dell'agricoltura e dell'edilizia. Negli ultimi tempi lo sfruttamento delle persone avviene anche attraverso i canali online e ha come vittime i rider che ogni giorno consegnano pasti a domicilio.   

Il caporalato digitale può essere paragonato a una agenzia interinale virtuale che opera illegalmente sfruttando le falle organizzative presenti nelle piattaforme di food delivery. I criminali attivano dei profili sul sito delle società e li rivendono illecitamente a dei lavoratori, spesso dei migranti irregolari, che non hanno un altro modo di lavorare in Italia. Tutto questo è possibile a causa dell'assenza di controlli effettivi sui profili dei rider che in molti casi vengono autorizzati sulla base di semplici autocertificazioni. 

I caporali vendono un pacchetto che solitamente prevede un account per accedere alla piattaforma, una bicicletta elettrica e, in alcuni casi, un posto letto in abitazioni sovraffollate. Il prezzo iniziale di questo kit dello sfruttamento può arrivare fino a 1.500 Euro. Inoltre, il rider è spesso tenuto a corrispondere al criminale anche una quota dei compensi percepiti durante lo svolgimento dell'attività lavorativa.    

Un sistema basato sul controllo economico dei più deboli che, nei casi più gravi, sfocia in violenze e intimidazioni contro i rider che provano ad alzare la voce. Sia i Carabinieri per la Tutela del Lavoro che alcune organizzazioni sindacali si stanno muovendo rispettivamente per punire i caporali e proteggere i lavoratori più esposti allo sfruttamento. 

In ogni caso le aziende del food delivery dovrebbero prevedere delle procedure che siano in grado di prevenire il compimento di reati da parte di chi si registra come rider. Uno strumento come il riconoscimento facciale per accedere all'applicazione, ad esempio, richiede un'attenta analisi in merito al trattamento dei dati personali ma, allo stesso tempo, potrebbe rappresentare un mezzo per scoraggiare il fenomeno. Chissà se questa volta il Garante della privacy sarà d'accordo con me. 


Avv. Alessio Amorelli 



domenica 26 ottobre 2025

Da poco nelle librerie di casa : un testo non del tutto condivisibile ma che merita di essere letto


L’IDEOLOGIA DEL TECNO-MONDO. RESISTERE ALLA MEGAMACCHINA – SILVIA GUERINI E COSTANTINO RAGUSA



Indice del libro:


Introduzione alla presente edizione, 9

Introduzione dell’edizione con il titolo: 5G. Rete della società cibernetica, 16

1.Transumanesimo: l’ideologia del tecno-mondo, 21

2. Dalla macchina di Hollerith alla realizzazione della società cibernetica, 33

3. L’Intelligenza Artificiale e la sua etica, 39

4. 5G: la rete dell’Intelligenza Artificiale, 47

5. L’eredità mortifera della società cibernetica, 51

6. Smart city: ambienti cyborg per un’umanità cyborg, 57

7. Dalla smart city alla smart campagna, 61

8. L’accompagnamento algoritmico dell’esistenza, 69

9. Un nuovo ordine di verità, 75

10. La vita sottoposta a continua misurazione, 77

11. L’Intelligenza Artificiale delle emozioni, 79

12. Circondati dalle parole dei sistemi, 81

13. L’essere umano espropriato da sè stesso, 83

14. Addestrare bambini e ragazzi al prossimo Metaverso, 85

15. Un potere dolce, 95

16. La metamorfosi dello Stato, 99

17. Nuovo colonialismo fin nel ventre della Terra, 103

18. Dalla Guerra cibernetica alla Guerra Biologica

18.1 L’Intelligenza Artificiale va alla guerra, 107

18.2 Pianeta Terra come arma di guerra, 111

18.3 Laboratori di guerra biologica, 117

19. Perché la Transizione è verde, 121

20. Il Metaverso come il migliore dei mondi possibili, 133

21. Dall’Internet delle cose all’Internet dei corpi, 143

22. Un allarme dal mondo transumanista, 149

23. Verso il controllo totale delle nostre menti, 157

24. Quale alternativa al mondo digitale?, 161

25. Resistere alla megamacchina, 171


Biografie degli autori, 175 


***

Siamo circondati e schiacciati dalla convergenza di tecnocrati, falsi critici e falsi ecologisti. Si può per esempio criticare i progetti di smart city, ma senza mai nemmeno nominare le rete 5G oppure criticare la rete 5G per motivi di salute e dopo accettare le smart city come modello di esistenza, quando queste rappresentano la massima rappresentazione dello sviluppo di queste reti e, detto ancora più chiaramente, senza rete 5G non possono esistere smart city. E la rete 5G è il nodo fondamentale per l’implementazione del tecno-mondo a guida algoritmica che prepara alla rete 6G, a quel passaggio in cui sfumerà totalmente il confine tra il mondo esterno, i dispositivi digitali e i corpi che diventeranno dei nodi di un’immensa rete informatica.

Opporsi all’avanzata del tecno-mondo e all’avanzata del transumano non è più rimandabile. Restare umani significa resistere.


***



“Sappiamo ormai con certezza che siamo nel pieno di questa Grande Trasformazione, un qualcosa di travolgente che non lascia possibilità di tornare indietro, perché nel suo cammino attua un processo demolitorio e di eradicazione profonda. Il trasferimento nel digitale permette una rimozione perfetta. Nella nuova società piattaforma ci sarà spazio solo per quello che stabiliranno le élite tecnocratiche e transumaniste, il resto sarà considerato alla stregua di uno scarto o di una scoria: le prime si gettano via e le seconde si confinano in luoghi sicuri dove non possono nuocere.”


L’idea è che le caratteristiche fisiche e cognitive e lo stesso il genoma possano e debbano essere messi in discussione, sia in termini filosofici, sia in termini operativi e non solamente per effettuare qualche modificazione, ma per ridefinire completamente e radicalmente il design dell’umano e il concetto stesso di essere umano. Una concezione essenzialmente antropotecnica in cui l’essere umano è indeterminato e si co-costruisce con la tecnologia, un’indeterminazione che è ibridazione tecnica, in cui la natura stessa dell’uomo, la sua esistenza biologica, è tecnologica.


lunedì 6 ottobre 2025

Bertolt Brecht I GIORNI DELLA COMUNE



Visto che non ce la farete mai

a procurarci un salario decente
ci mettiamo noi a dirigere le fabbriche
visto che, fatti fuori voi, sarà sufficiente.

Visto che allora ci minaccerete
coi fucili e coi cannoni
abbiamo deciso che una vita infame
la temeremo d'ora in poi più della morte.

Visto che non ci fidiamo del governo
quali che siano le sue promesse
abbiamo deciso che d'ora in poi ci costruiremo
una buona vita guidata soltanto da noi.

Visto che date retta ai cannoni
e a ogni altra lingua siete sordi
dobbiamo allora, e non ce ne pentiremo,
puntare i cannoni contro di voi!

***


dichiarazione dei Comunardi a Parigi Marzo 1871

Io sono la Comune. 

La moltitudine dei senza nome. 
Il fuoco che sprigiona un tempo nuovo. 
La festa di ciò che diviene. 
La felicità di ciascuno e di tutti. 

Io sono la Comune, 

il tempo che rinasce e divampa, 
il tempo che si riproduce per scissione, 
a due a due come le ciliege, in una catena infinita e senza centro. 

Io sono la Comune, 

e dunque non sono Io, 
ma la disseminazione dei corpi e delle anime 
confusi in un grappolo di suoni senza fine. 

Io sono la Comune, 

che non può morire, e danza.   

venerdì 3 ottobre 2025

Sotto il velo dei contratti pirata



Sotto il velo dei contratti pirata


Sono giorni di navigazione difficili e, in questo contesto, cade a fagiolo un recente studio della Confcommercio intitolato "dumping contrattuale nei settori del terziario e del turismo" che affronta il tema dei contratti pirata. Sotto la lente di ingrandimento sono finiti gli accordi collettivi firmati da sindacati poco rappresentativi che garantiscono minori tutele ai lavoratori con un danno economico significativo anche per le casse dello Stato.  

L'analisi evidenzia che un dipendente perde fino a 8.000 Euro lordi l'anno se viene applicato un CCNL firmato da sigle minoritarie rispetto ai contratti nazionali sottoscritti dalla CGIL, dalla CISL e dalla UIL. Non è soltanto un tema di retribuzione diretta. Gli accordi collettivi firmati da sigle minori prevedono tutele inferiori anche per quanto riguarda lo straordinario, le integrazioni per malattia o infortunio, i giorni di ex festività, le ferie, i permessi, gli scatti di anzianità, la sanità integrativa o la previdenza complementare. 

Il fenomeno non è molto diffuso ma la tendenza è in preoccupante aumento. Nel 2024, infatti, i contratti pirata sono aumentati del 141,7% rispetto all’anno precedente. Secondo Confcommercio sono oltre 200 i contratti di questo tipo applicati nei settori del turismo e del terziario, interessando circa 160.000 lavoratori e 21.000 imprese soprattutto nel Sud Italia. 


 


Per arginare questo fenomeno bisognerebbe essere in grado di certificare efficacemente la rappresentatività dei sindacati e impedire alle organizzazioni minori di firmare accordi al limite della costituzionalità. L'articolo 36 della Costituzione, infatti, stabilisce che ogni lavoratore ha diritto a una retribuzione "sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa". In tutta franchezza, i livelli retributivi previsti da alcuni contratti pirata non sembrano in grado di garantire la libertà e la dignità dei lavoratori. 

Lo studio di Confcommercio stima che il minor gettito contributivo e fiscale per lo Stato nel solo 2024 sarebbe stato pari a mezzo miliardo di Euro. I salari da fame sono dannosi anche per le casse pubbliche. È arrivato il momento di fare qualcosa. 


lunedì 29 settembre 2025

A Palermo: allagamenti, sprechi e corruzione 28.09.25 - Michele Ambrogio



Dietro ogni immagine di una via allagata ci sta invece una storia con date e nomi, un cantiere con delibere e contenziosi, omissis e sprechi che una stampa libera o una cittadinanza democratica dovrebbe denunciare caso per caso.


articolo integrale sta in 

https://www.pressenza.com/it/2025/09/a-palermo-allagamenti-sprechi-e-corruzione/

mercoledì 3 settembre 2025

Sicilia penultima fra le regioni per erogazione di cure del Servizio sanitario nazionale




L’analisi del centro studi  GIMBE testimonia il peggioramento della situazione in 8 regioni, fra queste anche il sistema siciliano. In 13 si raggiungono gli standard dei Livelli essenziali di assistenza


Secondo l’analisi Gimbe la Sicilia si posiziona penultima tra le regioni e province autonome ed è risultata inadempiente secondo il Nuovo sistema di garanzia (Nsg) con un punteggio insufficiente in due delle tre aree monitorate (prevenzione collettiva e sanità pubblica e assistenza distrettuale


“I dati resi noti dal ministero della Salute in merito alla valutazione dei livelli essenziali di assistenza del 2023 purtroppo non sono una sorpresa – dice Luisella Lionti, segretaria della Uil Sicilia -. La Sicilia si posiziona ancora una volta nelle ultime posizioni, penultima in Italia, confermando un declino inarrestabile del nostro servizio sanitario regionale. Questo risultato è la chiara dimostrazione dell’inadeguatezza delle politiche sanitarie messe in atto finora


https://livesicilia.it/sicilia-penultima-per-erogazione-di-cure-del-sistema-sanitario/


 Sono i dati del Ministero della Salute che valuta annualmente l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), ovvero le prestazioni sanitarie che tutte le Regioni e Province Autonome devono garantire gratuitamente o previo il pagamento del ticket. «Si tratta a tutti gli effetti della “pagella” ufficiale per valutare i servizi sanitari regionali – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – che “promuove” le Regioni adempienti e identifica le criticità in quelle inadempienti».


https://www.msn.com/it-it/salute/other/cure-essenziali-gimbe-la-sicilia-penultima-in-italia/ar-AA1LMj7N


https://www.balarm.it/news/la-sicilia-e-in-coda-alla-classifica-sulle-cure-essenziali-quali-servizi-non-funzionano-158235


"Il monitoraggio LEA 2023 - conclude Cartabellotta - certifica ancora una volta che la tutela della salute dipende in larga misura dalla Regione di residenza e che la frattura tra il Nord e il Sud del Paese non accenna a ridursi. Anzi, è più ampia di quanto i numeri lascino intendere: infatti, il set di indicatori NSG CORE, pur rappresentando la "pagella" ufficiale con cui lo Stato misura l'erogazione dei LEA, non riflette in maniera accurata la qualità dell'assistenza. Si tratta più di uno strumento di political agreement tra Governo e Regioni, basato su pochi indicatori e soglie di "promozione" troppo basse, che tendono ad appiattire le differenze tra Regioni. Per questo la Fondazione GIMBE chiede un ampliamento del numero di indicatori e una rotazione periodica di quelli utilizzati nella "pagella" ministeriale. E invoca una radicale revisione di Piani di rientro e commissariamenti: strumenti che hanno indubbiamente contribuito a riequilibrare i bilanci regionali, ma che hanno inciso poco sulla qualità dell'assistenza e sulla riduzione dei divari tra Nord e Sud del Paese".


https://www.rainews.it/articoli/2025/09/livelli-essenziali-delle-prestazioni-sanitarie-solo-13-regioni-raggiungono-lo-standard-837f5c15-b873-4fc2-8a7f-09d78392d196.html

mercoledì 16 luglio 2025

Ripensare l’apocalisse – un manifesto indigeno anti-futurista – opuscolo. STRAORDINARIO!!!


INIZIO 



…Questa è una comunicazione proveniente da un futuro che mai avverrà. Da un popolo che non esiste…

“La fine è vicina. O forse è già arrivata e passata?”

(un antenato)


Perché riusciamo a immaginare la fine del mondo, ma non la fine del colonialismo?

Viviamo il futuro di un passato che non è il nostro.

È una storia di fantasie utopiche e idealizzazioni apocalittiche.

È un ordine sociale globale patogeno di futuri immaginari, costruito su genocidio, schiavitù, ecocidio e rovina totale.

Quali conclusioni si possono trarre da un mondo fatto di ossa e metafore vuote? Un mondo di finali feticizzati calcolati tra la finzione collettiva di spettri virulenti. Dai tomi religiosi all’intrattenimento scientifico romanzato, ogni linea temporale immaginata è costruita in modo così prevedibile: inizio, metà e, dulcis in fundo, la fine.

Inevitabilmente, in questa narrazione c’è un protagonista che combatte un Nemico Altro (un’appropriazione generica della spiritualità africana/haitiana, uno “zombie”?), e attenzione spoiler: non sei tu e nemmeno io. Molti sono ansiosi di essere gli unici sopravvissuti all’“apocalisse zombie”. Ma queste sono metafore intercambiabili, questo zombie/Altro, questa apocalisse. Queste metriche vuote, questa linearità, esistono solo nel linguaggio degli incubi, fanno parte dell’immaginario e dell’impulso apocalittico. Questo modo di “vivere”, o “cultura”, è un dominio che consuma tutto a proprio vantaggio. È un riordino economico e politico che si adatta a una realtà basata sui pilastri della concorrenza, della proprietà e del controllo, alla ricerca del profitto e dello sfruttamento permanente. Professa la “libertà”, ma le sue fondamenta poggiano su terre rubate, mentre la sua stessa struttura è costruita con vite rubate.

È proprio questa “cultura” che deve sempre avere un Altro nemico, da incolpare, da rivendicare, da offendere, da schiavizzare e da uccidere.

Un nemico subumano su cui non solo è permesso, ma è previsto che venga esercitata ogni forma di violenza estrema. Se non ha un Altro immediato, ne costruisce meticolosamente uno. Questo Altro non è creato dalla paura, ma la sua distruzione è determinata da essa. Questo Altro è costituito da assiomi apocalittici e miseria permanente. Questo Altro, questa malattia di weitko, è forse meglio simboleggiato nella sua strategia più semplice, in quella della nostra silenziosa ricostruzione.

Sono sporchi, sono inadatti alla vita, sono incapaci, sono inutili, sono usa e getta, sono miscredenti, sono indegni, sono fatti per avvantaggiarci, odiano la nostra libertà, sono privi di documenti, sono queer, sono neri, sono indigeni, sono inferiori, sono contro di noi, finché alla fine non esistono più.

In questo mantra costante di violenza riformulata, o sei tu o sono loro.

È l’Altro che viene sacrificato per una continuità immortale e cancerogena. È l’Altro che viene avvelenato, che viene bombardato, che viene lasciato in silenzio sotto le macerie.

Questo modo di non essere, che ha infettato tutti gli aspetti della nostra vita, che è responsabile dell’annientamento di intere specie, dell’avvelenamento degli oceani, dell’aria e della terra, del disboscamento e dell’incendio di intere foreste, dell’incarcerazione di massa, della possibile guerra tecnologica che porterà alla fine del mondo e dell’aumento delle temperature su scala globale, questa è la politica mortale del capitalismo, è una pandemia.


ULTIMA INVETTIVA 


QUESTO È L'ANTI-FUTURO INDIGENO.

Non ci interessa come i nostri nemici chiamano il loro mondo, come ciriconoscono e come considerano queste terre. Non ci interessarielaborare i loro metodi di controllo né onorare i loro accordi o trattati. Non saranno costretti a porre fine alla distruzione su cui si basa il loromondo. Non li supplicheremo di fermare il riscaldamento globale poiché esso è il culmine del loro imperativo apocalittico e il loro modo di vivere  si basa sulla morte della Madre Terra. Seppelliamo insieme l'ala destra e l'ala sinistra nella terra che sono così affamati di consumare. Il risultato del conflitto ideologico della politica coloniale è che i popoli indigeni perdono sempre, a meno che non perdiamo noi stessi. I capitalisti e i colonizzatori non ci condurranno fuori dai loro futuri morti. L'idealizzazione apocalittica è una profezia che si autoavvera. È il mondo lineare che finisce dall'interno. La logica apocalittica esiste all'interno di una zona morta spirituale, mentale ed emotiva che cannibalizza anche se stessa. Sono i morti risorti per consumare tutta la vita. Il nostro mondo vive quando il loro mondo cessa di esistere. Come anti-futuristi indigeni, siamo la conseguenza della storia del futuro dei colonizzatori. Siamo la conseguenza della loro guerra contro Madre Terra. Non permetteremo che lo spettro dei colonizzatori, i fantasmi del passato, infestino le rovine di questo mondo. Siamo la realizzazione delle nostre profezie. Questa è la rinascita del mondo dei cicli. Questa è la nostra cerimonia Questa è la rinascita del mondo dei cicli. Questa è la nostra cerimonia. Tra cieli silenziosi. Il mondo respira di nuovo e la febbre si placa. La terra è tranquilla. Aspetta che noi la ascoltiamo. Quando ci sono meno distrazioni, andiamo nel luogo dove sono emersi i nostri antenati. E la loro/nostra voce. Qui c'è una canzone più antica dei mondi, che guarisce più profondamente   di quanto la lama del colonizzatore possa mai ferire. E lì, la nostra voce. Siamo sempre stati guaritori. Questa è la prima medicina.Il colonialismo è una piaga, il capitalismo è una pandemia.

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l'intero straordinario manifesto è scaricabile senza oneri al link

https://blackwave.noblogs.org/files/2025/07/Ripensare-apocalisse.pdf

sabato 12 aprile 2025

la strage di stato dei cittadini e delle cittadine deceduti sul lavoro continua.






Pietro Zito, un operaio di 35 anni originario di Montelepre e residente a Cinisi (Palermo), è morto oggi all'ospedale Villa Sofia di Palermo a seguito delle gravi ferite riportate in un tragico incidente sul lavoro. L'uomo, dipendente di una ditta di infissi di Carini (Palermo), è stato schiacciato da una porta blindata che stava consegnando a Misiliscemi, nel Trapanese, giovedì 10 aprile 2025.


https://trapani.gds.it/articoli/cronaca/2025/04/11/tragedia-sul-lavoro-a-trapani-operaio-muore-schiacciato-da-una-porta-blindata-c2392566-9654-495c-8438-199c95799528/


https://www.leggo.it/italia/cronache/incidenti_lavoro_pietro_zito_operaio_morto_schiacciato_porta_blindata_cinisi_oggi_12_4_2025-8774986.html?refresh_ce

martedì 8 aprile 2025

a Palermo: sanità pubblica-controllori sugli autobus- cittadini incivili- il servizio di raccolta rifiuti . primo capitolo SANITA' PUBBLICA

 




PRIMO CAPITOLO : SANITA' PUBBLICA


Premessa: mia moglie ed io possiamo avere ancora la libertà di fare debiti e di onorarli. Altri cittadini  ed altre cittadine non hanno mai avuto tale possibilità e/o l'han perduta..


Atto Primo: Ecografica prostatica 

Dal 2019 sono in cura presso uno degli Ospedali pubblici di Palermo per il problema prostata comune a tanti cittadini che hanno superato di gran lunga e i sessanta e i settanta anni 


In sede di ultima visita di controllo  in data 07-02-2025 in ambulatorio pubblico di urologia  mi vengono richieste per la successiva  Ecografica prostatica e poi Risonanza Magnetica per il medesimo ambito. Mi si certifica come prossima visita di controllo  la scadenza di mesi tre dalla data del 7 Febbraio 2025.

Il mio medico di base mi consegna le due "impegnative" per tali esami a carico del  SSN . Le ASL palermitane e gli ospedali pubblici mi indicano come data possibile per L'ecografia prostatica ottobre 2025. Le strutture private ma convenzionate mi dichiarano che hanno terminato il budget loro assegnato dalla Regione Sicilia, Mi si dichiara che l'ecografia prostatica potrà essere effettuata non appena la Regione Sicilia verserà la copertura finanziaria. Ma non ci sono certezze di date. 

Motivazione vera o  falsa?   Non ci sono riscontri nè attività che il cittadino può intraprendere per verificare la notizia. Mi tengo saldo all'antica nozione andreottiana " a pensar male si fa peccato, ma ci si indovina spesso" 

Allora decidiamo di cercare una struttura del tutto privata  con un minimo di comparazione delle richieste economiche a noi proposte. Alla fine troviamo la struttura privata il cui costo  può definirsi ancora "cristiano". € 60. 


Atto secondo: Risonanza Magnetica

E qui ci siamo arresi all'economia di mercato e al liberismo selvaggio

Scopriamo che alcuni ospedali pubblici di Palermo, di fronte all'impegnativa del nostro medico di base e alla certificazione sulla scadenza della  prossima visita urologica di controllo, rispondono che tale Risonanza Magnetica può essere effettuata a carico del SSN dalla fine di Ottobre 2025 in poi. Ovviamente mi si fa presente che entro  sette giorni potrebbe essere effettuata a pagamento nell'ambito del regime "Intra Moenia" Ci indicano, tuttavia, di provare presso ambulatorio ASL all'estrema periferia di Palermo, laddove  la Risonanza Magnetica si effettua solo in regime di SSN. Telefoniamo a tale struttura ambulatoriale ASL chiedendo del servizio CUP.

Sorpresa: l'ASL non ha servizio di prenotazione CUP in alcuna mdoalità. Occorre prenotare con turno fisico.

Ci  presentiamo (mia moglie guida.. io non ho mai voluto acquisire la patente) alla ricezione per la prenotazione e riscontriamo un turno infinito. Mia moglie chiede cortesemente ad uno dei responsabili di comunicarci la possiblità di inserimento della Risonanza affinchè noi si possa valutare se restare o non restare.

Doccia Fredda: Marzo 2026


Per telefono le tre strutture private consultate effettuano  Risonanza  solo a pagamento e si varia da una proposta di € 250 ad una proposta di € 212. 

Si torna all'intra moenia presso un ospedale pubblico della città. Euro 192 e ritiro del referto con i CD entro cinque giorni lavorativi.


Atto terzo il paradosso del ritiro del referto 

Al quinto giorno lavorativo ci si reca allo sportello(un solo operatore) per il ritiro. Il turno non è infinito ma è certamente significativo. Primo turno: presentarsi allo sportello. Eravamo convinti che già i referti fossero stati depositati nell'uffcio di ritiro. Ma quando mai !!!! Vi chiamerò non appena i referti arrivano. Devo intanto chiederli. 

Restiamo stupiti.. Un cittadino ci si avvicina e cortesemente ci spiega che lo stupore ci può stare ma è inutile. Consegnano i referti in quel modo perchè attivano i CD solo davanti alle richieste avendo un magazzino di CD  non più bastevole in modo totale. 

Insomma : i tagli alla spesa sanitaria 

35 minuti di attesa. Arriva il referto. Fortunatamente non  il tumore alla prostata è ancora una volta scongiurato.Mia moglie invia per whs il referto al nostro medico di base.Il medico conferma: non  c'è tumore. Solo un serio aumento di volume della prostata e contestualmente invia "l'impegnativa" per ls visita urologica di controllo.


Atto quarto. Prenotazione della visita di controllo

Stavolta eravamo preparati(pensavamo di esserlo). Le visiste di controllo non si prenotano per telefono o online con lo SPID al CUP ma bisogna recarsi direttamente in ambulatorio  di urologia. Siamo arrivati. Dovremmo essere i primi del turno. Davanti alla postazione di prenotazione non c'è nessuno. Passa un medico, uno di quelli che a Palermo-Via Pitrè  definiamo"uno convinto di essere convinto", che urla a tutti i presenti: Prenotazioni dalle 13,00 alle 14,00.!!!

Tuttavia si presenta una giovane operatrice la quale sorridendo a tutti noi presenti ci fa intendere che il  convinto di cui sopra  è solo un convinto. Ci chiama per primi e ci si avvicina. Ma, improvvisamente, l'operatrice viene chiamata perchè  uno dei computer dell'ambulatorio fa le bizze. Mia moglie osa dire: ma non ci sono gli assistenti tecnici?  La giovane operatrice: Signora siamo in piena carenza di organico. Io capisco qualcosa di computer e quindi  mi chiamano spesso. 

Dopo 30-40 minuti l'operatrice che poi scopriamo essere infermiera  con laurea torna e finalmente verifichiamo la possibilità di prenotazione. Primo tentativo: fine ottobre 2025. Facciamo presente la richiesta del loro stesso ambulatorio  per una visita di controlo tre mesi dopo il 7 febbraio 2025 e ad esami fatti. La giovane infermiera prima ci dà un consiglio: "per l'avvenire mettetevi subito a predisporre gli esami richiesti e così prenotate entro la scadenza"  Insomma guerra civile tra pazienti a chi arriva primo.  Poi con cortesia si mette alla ricerca per Maggio di qualche rinuncia comunicata . Siamo fortunati: 29 Maggio 2025 atteso che un cittadino serio e civile ha disdetto ma come ci dice la giovane signora: "non tutti agiscono con tale correttezza" Mia moglie chiede come mai,pur essendo stato preso in carico dal 2019 in ambulatorio di urologia, sono e siamo costretti a svolegere gli esami all'esterno della struttura. L'infermiera trova in piattaforma la mia scheda sanitaria e ci comunica che non sono mai stato preso in carico, sono considerato un cittadino esterno all'ambulatorio. Per essere preso in carico e quindi svolgere tutti gli esami e tutte le ricerche all'interno dell'ambulatorio, avrei dovuto essere gestito in regime di"pre-ricovero". Restiamo allibiti e lei:"ma non vi hanno mai informato ? "

Domanda ovvia ma la cui risposta è scontata. 


Atto quinto  visita oculistica per me e mia moglie.

Con l'impegnativa  del nostro medico di base telefono al CUP di una struttura pubblica. Leggo il codice della richiesta. Risposta: "mi dispiace ma il nostro reparto di oculistica, al momento e senza scadenza, effettua solo interventi di cataratta. Per altre necessità  fate riferimento alla seguente struttura pubblica ***". 

Domani verifichiamo. Temiamo una disfatta.