I genitori del ragazzo hanno raccontato l’odissea della ricerca di una scuola superiore: tra mancanza di personale e strutture inadeguate hanno ricevuto solo dei no
https://milano.repubblica.it/cronaca/2025/02/11/news/studente_autistico_tommaso_rifiutato_scuole_milano-423995748/
https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2025/02/11/ragazzino-autistico-rifiutato-da-31-scuole-a-milano_2aaecb6b-9df3-4524-a166-daf36f1f38ca.html
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n cucina ci sono Eleonora N. con il marito Alberto P. e i figli Edoardo, 13 anni, e Tommaso, 15, che ha una forma di autismo severo. È appena scaduto il termine del Ministero per le iscrizioni a scuola e loro si ritrovano con un pugno di mosche in mano: hanno contattato 28 istituti per tentare di inserire Tommy e non ne hanno trovato neanche uno disponibile ad accoglierlo. «Come vi sentireste dopo aver ricevuto 28 rifiuti per un figlio che peraltro è ancora in età di istruzione dell’obbligo — chiedono i genitori —? Raccontiamo questa storia per tutti i ragazzi che rischiano di restare senza il futuro positivo cui potrebbero, nonostante tutto, ambire».
Riavvolgendo il nastro, la famiglia P., già ad ottobre, si rivolgono al Servizio orientamento scolastico offerto dal Comune per gli alunni con sostegno. A novembre viene loro suggerita una short list di tre scuole adatte e teoricamente disponibili. «In caso di disabilità grave è necessario presentarsi prima di procedere all’iscrizione online per avere la rassicurazione che l’istituto cercherà di prendersi cura del minore — raccontano —. In questo caso i primi due istituti suggeriti dai servizi danno subito risposta negativa e la terza dà disponibilità in via residuale, e cioè soltanto se alla fine resterà un posto libero e con le risorse per un disabile grave». Così inizia la girandola dei loro 28 (ulteriori) tentativi. E poi c’è il caso di una compagna della media Vivaio, Yana, tetraplegica e con deficit cognitivo: «Dopo tantissime chiamate, l’unica che si è dimostrata aperta all’accoglienza è una scuola di danza (ma Yana è in sedia a rotelle…)».
Tornando al caso di Tommy, uno dopo l’altro arrivano i rifiuti: «Non abbiamo il personale per controllare ragazzi che non siano nelle classi durante l’ora di lezione, meglio rivolgersi altrove» (Carlo Porta, di fronte alla ipotesi che Tommi non riesca a stare seduto tutto il tempo e abbia bisogno di pause in corridoio); «No, nei laboratori usiamo attrezzi che possono essere pericolosi» (Vespucci); «Non abbiamo le strutture adeguate e il personale» (Pasolini, Bertarelli, Ferraris, Caravaggio, Marconi, Brera); «Non abbiamo la garanzia di copertura del personale di sostegno» (Cardano); «Abbiamo già troppi ragazzi disabili, non riusciamo a prenderci cura di tutti» (Ips Cavalieri, Kandinsky, Marignoni-Polo, Oriani Mazzini); «Non riusciamo ad accogliere più di un disabile per classe» (Virgilio, «peccato che nel gruppo mettano tutti i Bes, studenti con bisogni speciali anche lievi»). Altre come il Boccioni, il Brera e il Frisi, sostengono i genitori, «non hanno mai dato risposta o non si sono proprio presentate all’appuntamento stabilito». Non è andata meglio al musicale Verdi, «dove pure ci eravamo offerti di sostenere concretamente la realizzazione di una sala di musicoterapia per tutti gli allievi», e neanche alle private, dove le famiglie possono pagare di tasca propria le ore di sostegno: «Al Gonzaga e al Don Bosco dicono che non hanno mai avuto studenti disabili gravi e fatto capire che non riescono ad organizzarsi in tal senso».
Ma se i ragazzi sono stati fortunati ad aver trovato una sistemazione dignitosa alla primaria e alle medie, dopo i 14 anni dove vanno? «Certo non guariscono. Spesso restano a casa oppure vengono sistemati in centri diurni insieme ad altri ragazzi con difficoltà gravi dove ogni speranza di progresso circondati da coetanei svanisce e l’aspetto sociale si perde totalmente». I genitori non sanno che fare: «Non immaginavamo che alla scuola fosse permesso di scegliere i propri alunni. Ma essere scartati a priori è esattamente quello che è successo a noi e a molte altre famiglie».
https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/25_febbraio_11/tommy-15-anni-autistico-grave-rifiutato-da-31-scuole-a-milano-cosi-nostro-figlio-vede-svanire-il-proprio-futuro-d01f5ae5-4075-4f3c-9504-aba6c88f3xlk.shtml
“Chiediamo al ministro Valditara di inviare con urgenza ispettori per effettuare le necessarie verifiche e controlli. Qualora venissero riscontrate delle violazioni, sollecitiamo interventi decisi e l'applicazione di sanzioni adeguate, per garantire il rispetto del diritto all'istruzione per tutti gli studenti” dice Vincenzo Falabella, presidente della Federazione Italiana per i Diritti delle Persone con disabilità e famiglie-Fish. “Questo episodio - sostiene Fish esprimendo profonda preoccupazione - evidenzia una grave lacuna nel sistema educativo italiano riguardo all'inclusione scolastica degli studenti con disabilità. Nonostante le normative vigenti promuovano l'integrazione, casi come quello di Tommy dimostrano che la realtà è ancora lontana dagli obiettivi prefissati”.
https://www.rainews.it/articoli/2025/02/tommaso-15-anni-e-con-una-grave-forma-di-autismo-rifiutato-da-31-scuole-di-milano-852d640b-f657-48ea-9fe2-e61a78886454.html