sabato 3 gennaio 2026

Trani, sedicenne prende a calci e pugni un uomo disabile mentre la fidanzata lo filma



Trani, sedicenne prende a calci e pugni un uomo disabile mentre la fidanzata lo filma


La vittima è un uomo di 33 anni con disabilità, conosciuto in città. L'aggressore, denunciato, un ragazzo di appena 16 anni, incappucciato, che lo avrebbe preso di mira apparentemente per un motivo futile: uno sguardo, forse un semplice cenno di saluto rivolto alla ragazzina


Nel video, che ha iniziato a circolare sui social prima di essere rimosso, si vede la vittima gettata a terra per tre volte, colpita ripetutamente anche quando è già a terra e tenta disperatamente di proteggersi con un braccio per evitare di sbattere la testa.

L'aggressore, nel culmine della sua furia, gli sfila persino la sciarpa, lo trascina nuovamente a terra e continua a infierire con altri calci. Alcuni passanti sono intervenuti per soccorrere la vittima, che è stata poi accompagnata al Pronto soccorso dell'ospedale di Trani.

Le immagini agghiaccianti dell'aggressione sono state riprese con un telefono cellulare, probabilmente dalla stessa fidanzata minorenne dell'aggressore, e pubblicate su TikTok. Il video è stato rimosso poco dopo, insieme all'intero profilo da cui era stato diffuso, nel tentativo di cancellare le tracce. Ma era ormai troppo tardi: alcuni utenti lo avevano già visualizzato, scaricato e segnalato, contribuendo in modo decisivo a far emergere il caso e a identificare il responsabile.





sabato 20 dicembre 2025

Lancia sedia contro la compagna disabile: arrestato militare della Marina. “Violenze senza freno”




Lancia sedia contro la compagna disabile: arrestato militare della Marina. “Violenze senza freno”


Violenze e insulti sarebbero andati avanti per anni sulla donna, malata di sclerosi multipla e disabile al 67 per cento, contro i figli di lei e anche i cani di famiglia: il caso in provincia di Lecce Botte, offese e ripetute umiliazioni nei confronti della propria convivente malata di sclerosi multipla»


https://www.msn.com/it-it/notizie/italia/lancia-sedia-contro-la-compagna-disabile-arrestato-militare-della-marina-violento-senza-freno/ar-AA1SIH0V


Giugno 2025 


Violenza sulle donne con disabilità: quasi un reato e mezzo al giorno

I dati del ministero dell'Interno svelano una realtà drammatica: ogni giorno più di una donna con disabilità è vittima di violenza in Italia. Una realtà lontana dai riflettori, ma che fa ogni anno centinaia di vittime

https://www.osservatoriodiritti.it/2025/06/10/violenza-sulle-donne-con-disabilita/




lunedì 8 dicembre 2025

“Devi andartene da questa casa”. A Barberino di Mugello Pierantonio Cianti si fa esplodere

“Devi andartene da questa casa”. A Barberino di Mugello Pierantonio Cianti si fa esplodere


Le prime informazioni raccolte delineano un quadro delicato. Secondo quanto riferito da alcuni residenti, Cianti avrebbe dovuto lasciare l’abitazione e ne sarebbe stato informato dai proprietari. Una condizione ritenuta da molti vicini particolarmente pesante per lui, che potrebbe aver contribuito al gesto estremo ipotizzato dagli investigatori. L’esplosione, infatti, potrebbe essere stata provocata volontariamente, anche se gli accertamenti sono ancora in corso.




Un gesto volontario è la probabile causa della tragedia accaduta nella notte attorno alle 3.30. Indagini in corso dei carabinieri. La vittima aveva 71 anni, avrebbe dovuto lasciare l’appartamento

sabato 29 novembre 2025

28 Novembre 2025 Lettera ad un paese che oggi sciopera .






28 Novembre 2025 Lettera ad un paese che oggi sciopera .

Oggi l’Italia si ferma e rinuncia a una giornata di salario. Non per comodo, ma per dignità. Non è un fine settimana anticipato: è un taglio che brucia. Chi sciopera perde denaro, chi governa perde la misura del Paese. E nessuno restituisce il resto.

28 Novembre 2025

https://www.glistatigenerali.com/attualita/italia/lettera-a-un-paese-che-oggi-sciopera/


Italia, oggi ti guardo mentre ti fermi. Capisco che non sei più il Paese che ingoia tutto. Sei il Paese che finalmente dice basta. Non con la voce. Con il portafoglio. Chi sciopera perde soldi. Quindi evitatevi il sogghigno, perché siamo nel fine settimana. Queste persone non vanno a sciare in anticipo di un giorno. Non fanno il week end lungo per lo shopping compulsivo. Si tolgono denaro. Si privano di una giornata di lavoro. E non è festa. E non è pagata. E nessuno restituisce. “Scusi, manca il resto signore”. Lo sciopero non è un privilegio. È un taglio. Un colpo. Una rinuncia. È un modo per dire che così non si può andare avanti. Non è romanticismo. È resistenza quotidiana. E la quotidianità fa più male delle ideologie. Chi governa parla di ordine. Come se l’ordine bastasse a riempire il frigorifero. Chi sta all’opposizione parla di partecipazione. Come se bastasse una parola per proteggere chi oggi si ferma. Nessuno dice la verità. Nessuno dice che nelle scuole, negli autobus, negli ospedali, nelle cooperative sociali, nelle pulizie, nei servizi educativi, ci sono persone che tengono in piedi il Paese per stipendi che sembrano mance. Nessuno dice che chi assiste un anziano, chi cambia un pannolone, chi guida un mezzo pubblico, chi insegna in classi impossibili, oggi rinuncia a una giornata di paga pur di dire basta. Nessuno dice che il problema non è ideologico. È materiale. Tangibile. È il conto corrente che non regge. È il carrello che cambia prezzo ogni settimana. È la benzina che sembra una tassa emotiva. E allora la domanda non è perché scioperi. È perché non ti ribelli. È perché continui a stare in piedi in un Paese che ti vuole sempre disponibile, sempre muto, sempre riconoscente. Tu oggi ti fermi. E fai paura. Non perché sei violento. Perché sei vero. E la verità fa saltare le narrative. La politica ama le slide. Ama le conferenze. Ama il futuro raccontato come se fosse un film. Non ama chi glielo rompe. Tu oggi lo rompi. Ti rifiuti di essere ingoiato. Ti rifiuti di essere il numero duecentoventisette dopo la virgola. Ti rifiuti di essere l’ingranaggio muto di una macchina che non vede la tua faccia. Oggi non lavori. Non per comodità. Per dignità. E la dignità costa. Brucia. Toglie. Ma salva. Oggi tu scioperi. E non chiedi scusa a nessuno. — 𝐅.𝐂.

La strage di stato dei Morti sul Lavoro continua a Torino





Muratore muore in cantiere a 63 anni, è precipitato da nove metri mentre ristrutturava una casa


Un operaio edile romeno di 63 anni, Toader Palimaru, è morto ieri mattina precipitando da un’altezza di nove metri dal cantiere di ristrutturazione di una casa privata in via Molino a Caselette, comune nella Città metropolitana di Torino.


Un operaio edile romeno di 63 anni, Toader Palimaru, è morto ieri mattina precipitando da un’altezza di nove metri dal cantiere di ristrutturazione di una casa privata in via Molino a Caselette, comune nella Città metropolitana di Torino.


https://www.torinoggi.it/2025/11/28/leggi-notizia/argomenti/cronaca-11/articolo/tragedia-a-caselette-operaio-60enne-cade-da-nove-metri-daltezza-e-muore.html

sabato 15 novembre 2025

Microsoft teams saprà dove sei Autore Avvocato Alessio Amorelli






Dopo la pandemia l'organizzazione del lavoro in ufficio ha subito profondi cambiamenti. Lo smart working si è diffuso in molte aziende e le videocall hanno sostituito gran parte delle riunioni in presenza. In questo contesto Microsoft Teams è diventato un fedele compagno nelle disavventure quotidiane di tutti noi. Dal prossimo mese la piattaforma integrerà una nuova funzione in grado di rilevare la presenza del dipendente in ufficio tramite la connessione Wi-Fi utilizzata.   

La nuova integrazione di Teams pone una serie di interrogativi non banali riguardanti il controllo a distanza dell'attività lavorativa. L'articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori, infatti, vieta al datore di lavoro di monitorare a distanza i dipendenti. I software in grado di distanza i dipendenti possono essere utilizzati soltanto qualora sussistano specifiche esigenze organizzative, produttive, connesse alla sicurezza sul lavoro o alla tutela del patrimonio aziendale. In ogni caso, l'installazione deve essere preceduta da uno specifico accordo sindacale o da un'autorizzazione dell'Ispettorato del Lavoro

Nel 2015 il Jobs Act ha reso meno stringenti i limiti dei controlli a distanza prevedendo delle eccezioni per quanto riguarda gli strumenti utilizzati dal dipendente per lavorare e per registrare le presenze. Entro certi limiti, da valutare attentamente caso per caso,  il pc o il badge aziendale possono essere impiegati senza dover raggiungere un accordo con i sindacati o ottenere l'autorizzazione dell'Ispettorato. 

In ogni caso l'azienda non può usare uno strumento di lavoro come pretesto per monitorare i dipendenti. Il punto cruciale, quindi, è definire le finalità con cui si utilizza uno strumento e i dati personali trattati dal datore di lavoro. In concreto, se Teams viene utilizzato soltanto solo per videocall e chat interne, nessun problema. Ma se la nuova funzione Wi-Fi viene usata per verificare dove si trova il dipendente, con lo scopo (anche indiretto) di controllarne la presenza o la produttività, potrebbero scattare i divieti e le sanzioni previsti dalla legge. 

La nuova funzione di Microsoft Teams dovrebbe essere disattivata di default e potrà essere abilitata solo dagli amministratori IT, previo consenso esplicito degli utenti interessati. In attesa di eventuali chiarimenti, sarà fondamentale analizzare preventivamente l'operatività aziendale e, se necessario, sottoscrivere un accordo con le organizzazioni sindacali o richiedere l'autorizzazione all'Ispettorato del Lavoro. Converrete con me: è meglio prevenire che trovarsi a discutere in Tribunale sulle funzioni del nostro caro vecchio Teams.    

venerdì 7 novembre 2025

Quando le false buste paga diventano estorsione


Labour Weekly  

Una pillola di lavoro una volta alla settimana

 

Quando le false buste paga diventano estorsione


Il diritto del lavoro non è soltanto licenziamento, mobbing o straordinari. Le scorrettezze commesse da datori di lavoro senza scrupoli possono configurare anche dei reati. Ad esempio, costringere i dipendenti a sottoscrivere buste paga con importi più alti di quelli effettivamente percepiti può integrare una vera e propria estorsione.   

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 29368 dell’8 agosto 2025 ha confermato la condanna a tre anni e cinque mesi subita da un imprenditore sardo che imponeva ad alcuni lavoratori la firma delle buste paga nonostante l'indicazione di importi non pagati, con la minaccia di non percepire alcuna retribuzione. Un modo opinabile per dire "o accetti o quella è la porta". 

Il principio su cui si basa la sentenza è noto da tempo ed è stato confermato anche in questa occasione. In sintesi, integra il delitto di estorsione la condotta del datore di lavoro che costringe i dipendenti, con la minaccia larvata di licenziamento, ad accettare trattamenti retributivi inferiori, anche se formalmente le buste paga risultano regolari. La firma per ricevuta delle busta paga non è di per sè un elemento sufficiente a salvare l'imprenditore. 


La Corte di Cassazione chiarisce anche che il profitto ingiusto non è rappresentato soltanto dal risparmio sullo stipendio ma anche dalla finta regolarità esibita nei confronti dell'Agenzia delle Entrate e dell'INPS. A rimetterci è sempre il dipendente che avrà uno stipendio inferiore e dei possibili pregiudizi anche a livello fiscale e previdenziale. Insomma, se vi trovate davanti ad una prassi aziendale discutibile, sappiate che la legge fornisce degli strumenti con cui reagire.  


Avv. Alessio Amorelli