sabato 29 novembre 2025

La strage di stato dei Morti sul Lavoro continua a Torino





Muratore muore in cantiere a 63 anni, è precipitato da nove metri mentre ristrutturava una casa


Un operaio edile romeno di 63 anni, Toader Palimaru, è morto ieri mattina precipitando da un’altezza di nove metri dal cantiere di ristrutturazione di una casa privata in via Molino a Caselette, comune nella Città metropolitana di Torino.


Un operaio edile romeno di 63 anni, Toader Palimaru, è morto ieri mattina precipitando da un’altezza di nove metri dal cantiere di ristrutturazione di una casa privata in via Molino a Caselette, comune nella Città metropolitana di Torino.


https://www.torinoggi.it/2025/11/28/leggi-notizia/argomenti/cronaca-11/articolo/tragedia-a-caselette-operaio-60enne-cade-da-nove-metri-daltezza-e-muore.html

sabato 15 novembre 2025

Microsoft teams saprà dove sei Autore Avvocato Alessio Amorelli






Dopo la pandemia l'organizzazione del lavoro in ufficio ha subito profondi cambiamenti. Lo smart working si è diffuso in molte aziende e le videocall hanno sostituito gran parte delle riunioni in presenza. In questo contesto Microsoft Teams è diventato un fedele compagno nelle disavventure quotidiane di tutti noi. Dal prossimo mese la piattaforma integrerà una nuova funzione in grado di rilevare la presenza del dipendente in ufficio tramite la connessione Wi-Fi utilizzata.   

La nuova integrazione di Teams pone una serie di interrogativi non banali riguardanti il controllo a distanza dell'attività lavorativa. L'articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori, infatti, vieta al datore di lavoro di monitorare a distanza i dipendenti. I software in grado di distanza i dipendenti possono essere utilizzati soltanto qualora sussistano specifiche esigenze organizzative, produttive, connesse alla sicurezza sul lavoro o alla tutela del patrimonio aziendale. In ogni caso, l'installazione deve essere preceduta da uno specifico accordo sindacale o da un'autorizzazione dell'Ispettorato del Lavoro

Nel 2015 il Jobs Act ha reso meno stringenti i limiti dei controlli a distanza prevedendo delle eccezioni per quanto riguarda gli strumenti utilizzati dal dipendente per lavorare e per registrare le presenze. Entro certi limiti, da valutare attentamente caso per caso,  il pc o il badge aziendale possono essere impiegati senza dover raggiungere un accordo con i sindacati o ottenere l'autorizzazione dell'Ispettorato. 

In ogni caso l'azienda non può usare uno strumento di lavoro come pretesto per monitorare i dipendenti. Il punto cruciale, quindi, è definire le finalità con cui si utilizza uno strumento e i dati personali trattati dal datore di lavoro. In concreto, se Teams viene utilizzato soltanto solo per videocall e chat interne, nessun problema. Ma se la nuova funzione Wi-Fi viene usata per verificare dove si trova il dipendente, con lo scopo (anche indiretto) di controllarne la presenza o la produttività, potrebbero scattare i divieti e le sanzioni previsti dalla legge. 

La nuova funzione di Microsoft Teams dovrebbe essere disattivata di default e potrà essere abilitata solo dagli amministratori IT, previo consenso esplicito degli utenti interessati. In attesa di eventuali chiarimenti, sarà fondamentale analizzare preventivamente l'operatività aziendale e, se necessario, sottoscrivere un accordo con le organizzazioni sindacali o richiedere l'autorizzazione all'Ispettorato del Lavoro. Converrete con me: è meglio prevenire che trovarsi a discutere in Tribunale sulle funzioni del nostro caro vecchio Teams.    

venerdì 7 novembre 2025

Quando le false buste paga diventano estorsione


Labour Weekly  

Una pillola di lavoro una volta alla settimana

 

Quando le false buste paga diventano estorsione


Il diritto del lavoro non è soltanto licenziamento, mobbing o straordinari. Le scorrettezze commesse da datori di lavoro senza scrupoli possono configurare anche dei reati. Ad esempio, costringere i dipendenti a sottoscrivere buste paga con importi più alti di quelli effettivamente percepiti può integrare una vera e propria estorsione.   

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 29368 dell’8 agosto 2025 ha confermato la condanna a tre anni e cinque mesi subita da un imprenditore sardo che imponeva ad alcuni lavoratori la firma delle buste paga nonostante l'indicazione di importi non pagati, con la minaccia di non percepire alcuna retribuzione. Un modo opinabile per dire "o accetti o quella è la porta". 

Il principio su cui si basa la sentenza è noto da tempo ed è stato confermato anche in questa occasione. In sintesi, integra il delitto di estorsione la condotta del datore di lavoro che costringe i dipendenti, con la minaccia larvata di licenziamento, ad accettare trattamenti retributivi inferiori, anche se formalmente le buste paga risultano regolari. La firma per ricevuta delle busta paga non è di per sè un elemento sufficiente a salvare l'imprenditore. 


La Corte di Cassazione chiarisce anche che il profitto ingiusto non è rappresentato soltanto dal risparmio sullo stipendio ma anche dalla finta regolarità esibita nei confronti dell'Agenzia delle Entrate e dell'INPS. A rimetterci è sempre il dipendente che avrà uno stipendio inferiore e dei possibili pregiudizi anche a livello fiscale e previdenziale. Insomma, se vi trovate davanti ad una prassi aziendale discutibile, sappiate che la legge fornisce degli strumenti con cui reagire.  


Avv. Alessio Amorelli 

mercoledì 5 novembre 2025

Octav Stroici, morto nella Torre dei Conti a 66 anni: vittima del lavoro e dello sfruttamento, un “omicidio bianco”



Octav Stroici, morto nella Torre dei Conti a 66 anni: vittima del lavoro e dello sfruttamento, un “omicidio bianco”

La ristrutturazione della Torre dei Conti non è un affare privato, riguarda lo Stato. La Torre è un bene nazionale. Possibile che non fossero state studiate le possibilità di un crollo?


Elon Musk ha ottenuto recentemente un aumento di stipendio di 58 miliardi di dollari. Un bonus. A lui non basta. Chiede di avere un premio di produzione più alto: di mille miliardi. Non so cosa voglia dire mille miliardi. Credo che più o meno sia come quando un bambino ti dice “di qui alla luna”. Non conosco lo stipendio che percepiva Octav. Temo che non fosse superiore, o che superasse di poco, i 2000 euro al mese. Un migliaio li spendeva per pagare l’affitto di un appartamento a Monterotondo, circa a un’ora da Roma se il treno è in orario. Alla moglie resterà, spero, la reversibilità, che sarà si e no di mille euro.


Octav era un immigrato. Era rumeno. Veniva da una cittadina che si chiama Suceava che sorge quasi al confine con la Moldavia. Di lui sappiamo pochissimo, non era famoso, non era ricco, non era italiano. Giusto qualche informazione magra magra che si ottiene consultando facebook. Però conosciamo l’età, sessantasei anni. In mezza Europa a quell’età un operaio è in pensione. Da noi no. E conosciamo il suo lavoro. Operaio specializzato in ristrutturazione di edifici antichi. Un mestiere serio, complicato. Che richiede doti, esperienza, zelo, addestramento. E poi chiede un’altra qualità: il coraggio. Octav Stroici aveva anche quella qualità.


Sapeva di rischiare. E ha rischiato molto lavorando, non sappiamo con quali garanzie di sicurezza, all’interno della Torre dei Conti, a Roma, due passi dal Colosseo. Una Costruzione che risale al medioevo, al 1100, e che aveva bisogno di essere ristrutturata perché era logora, e si sapeva. E si sapeva anche che forse era stata negli ultimi tempi ulteriormente lesionata dagli scavi per la nuova metropolitana, il tratto dal Colosseo a piazza Venezia, che passa proprio sotto la torre. Dunque si sapeva anche che la possibilità di un crollo era una possibilità concreta. La ristrutturazione della Torre dei Conti non è un affare privato, riguarda lo Stato. La Torre è un bene nazionale. Possibile che non fossero state studiate le possibilità di un crollo? Prevedere un terremoto è difficile, sapere quanto è stabile un edificio, dal progetto molto ardito, di quasi un millennio fa, dovrebbe essere possibile.


Vedrà la magistratura le colpe. Noi vediamo quello che possiamo vedere: Octav è un’altra vittima del lavoro. Dello sfruttamento e del lavoro. È morto dopo 11 ore di agonia, in diretta, davanti a tutta Italia che guardava e parlava e faceva il tifo per lui. Una tragedia che in qualche cosa addirittura ricorda la tragedia di Vermicino, la morte in diretta, in un pozzo, di un bambino di cinque anni. Quarantacinque anni fa. Credo che centinaia di migliaia di persone si siano commosse. Octav diventa un po’ il simbolo di quelli che una volta si chiamavano “omicidi bianchi”. L’“omicidio bianco” non è un incidente sul lavoro. È una componente dello sfruttamento del lavoro. Non è una componente straordinaria. In Italia, mediamente, ci sono due o trecento omicidi classificati come tali. E poi ci sono mille omicidi “speciali”: morti sul lavoro. Lo Stato che fa? Si indigna, talvolta per qualche ora talvolta per qualche giorno. E poi dice: succede. Faccio solo una domanda: ma è normale un mondo dove vivono Elon Musk e Octav Storici? A me pare un mondo abbastanza schifoso. E folle. (Piero Sansonetti)


https://www.unita.it/2025/11/05/octav-stroici-morto-nella-torre-dei-conti-a-66-anni-vittima-del-lavoro-e-dello-sfruttamento-un-omicidio-bianco/


https://www.lacnews24.it/italia-mondo/octav-lultimo-respiro-tra-le-pietre-di-roma-la-vita-spezzata-delloperaio-che-sognava-un-futuro-in-italia-p5v385hi


La fine di Octav è uno scandalo, ma a preoccupare il governo  è solo il danno di immagine

lunedì 3 novembre 2025

Il caporalato digitale



IL CAPORALATO DIGITALE


L'articolo 603 del codice penale punisce con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da Euro 500 a Euro 1.000 chiunque recluti lavoratori allo scopo di sfruttarli approfittando del loro stato di bisogno. Questo fenomeno, conosciuto da tutti come caporalato, è tradizionalmente presente nei settori dell'agricoltura e dell'edilizia. Negli ultimi tempi lo sfruttamento delle persone avviene anche attraverso i canali online e ha come vittime i rider che ogni giorno consegnano pasti a domicilio.   

Il caporalato digitale può essere paragonato a una agenzia interinale virtuale che opera illegalmente sfruttando le falle organizzative presenti nelle piattaforme di food delivery. I criminali attivano dei profili sul sito delle società e li rivendono illecitamente a dei lavoratori, spesso dei migranti irregolari, che non hanno un altro modo di lavorare in Italia. Tutto questo è possibile a causa dell'assenza di controlli effettivi sui profili dei rider che in molti casi vengono autorizzati sulla base di semplici autocertificazioni. 

I caporali vendono un pacchetto che solitamente prevede un account per accedere alla piattaforma, una bicicletta elettrica e, in alcuni casi, un posto letto in abitazioni sovraffollate. Il prezzo iniziale di questo kit dello sfruttamento può arrivare fino a 1.500 Euro. Inoltre, il rider è spesso tenuto a corrispondere al criminale anche una quota dei compensi percepiti durante lo svolgimento dell'attività lavorativa.    

Un sistema basato sul controllo economico dei più deboli che, nei casi più gravi, sfocia in violenze e intimidazioni contro i rider che provano ad alzare la voce. Sia i Carabinieri per la Tutela del Lavoro che alcune organizzazioni sindacali si stanno muovendo rispettivamente per punire i caporali e proteggere i lavoratori più esposti allo sfruttamento. 

In ogni caso le aziende del food delivery dovrebbero prevedere delle procedure che siano in grado di prevenire il compimento di reati da parte di chi si registra come rider. Uno strumento come il riconoscimento facciale per accedere all'applicazione, ad esempio, richiede un'attenta analisi in merito al trattamento dei dati personali ma, allo stesso tempo, potrebbe rappresentare un mezzo per scoraggiare il fenomeno. Chissà se questa volta il Garante della privacy sarà d'accordo con me. 


Avv. Alessio Amorelli 



domenica 26 ottobre 2025

Da poco nelle librerie di casa : un testo non del tutto condivisibile ma che merita di essere letto


L’IDEOLOGIA DEL TECNO-MONDO. RESISTERE ALLA MEGAMACCHINA – SILVIA GUERINI E COSTANTINO RAGUSA



Indice del libro:


Introduzione alla presente edizione, 9

Introduzione dell’edizione con il titolo: 5G. Rete della società cibernetica, 16

1.Transumanesimo: l’ideologia del tecno-mondo, 21

2. Dalla macchina di Hollerith alla realizzazione della società cibernetica, 33

3. L’Intelligenza Artificiale e la sua etica, 39

4. 5G: la rete dell’Intelligenza Artificiale, 47

5. L’eredità mortifera della società cibernetica, 51

6. Smart city: ambienti cyborg per un’umanità cyborg, 57

7. Dalla smart city alla smart campagna, 61

8. L’accompagnamento algoritmico dell’esistenza, 69

9. Un nuovo ordine di verità, 75

10. La vita sottoposta a continua misurazione, 77

11. L’Intelligenza Artificiale delle emozioni, 79

12. Circondati dalle parole dei sistemi, 81

13. L’essere umano espropriato da sè stesso, 83

14. Addestrare bambini e ragazzi al prossimo Metaverso, 85

15. Un potere dolce, 95

16. La metamorfosi dello Stato, 99

17. Nuovo colonialismo fin nel ventre della Terra, 103

18. Dalla Guerra cibernetica alla Guerra Biologica

18.1 L’Intelligenza Artificiale va alla guerra, 107

18.2 Pianeta Terra come arma di guerra, 111

18.3 Laboratori di guerra biologica, 117

19. Perché la Transizione è verde, 121

20. Il Metaverso come il migliore dei mondi possibili, 133

21. Dall’Internet delle cose all’Internet dei corpi, 143

22. Un allarme dal mondo transumanista, 149

23. Verso il controllo totale delle nostre menti, 157

24. Quale alternativa al mondo digitale?, 161

25. Resistere alla megamacchina, 171


Biografie degli autori, 175 


***

Siamo circondati e schiacciati dalla convergenza di tecnocrati, falsi critici e falsi ecologisti. Si può per esempio criticare i progetti di smart city, ma senza mai nemmeno nominare le rete 5G oppure criticare la rete 5G per motivi di salute e dopo accettare le smart city come modello di esistenza, quando queste rappresentano la massima rappresentazione dello sviluppo di queste reti e, detto ancora più chiaramente, senza rete 5G non possono esistere smart city. E la rete 5G è il nodo fondamentale per l’implementazione del tecno-mondo a guida algoritmica che prepara alla rete 6G, a quel passaggio in cui sfumerà totalmente il confine tra il mondo esterno, i dispositivi digitali e i corpi che diventeranno dei nodi di un’immensa rete informatica.

Opporsi all’avanzata del tecno-mondo e all’avanzata del transumano non è più rimandabile. Restare umani significa resistere.


***



“Sappiamo ormai con certezza che siamo nel pieno di questa Grande Trasformazione, un qualcosa di travolgente che non lascia possibilità di tornare indietro, perché nel suo cammino attua un processo demolitorio e di eradicazione profonda. Il trasferimento nel digitale permette una rimozione perfetta. Nella nuova società piattaforma ci sarà spazio solo per quello che stabiliranno le élite tecnocratiche e transumaniste, il resto sarà considerato alla stregua di uno scarto o di una scoria: le prime si gettano via e le seconde si confinano in luoghi sicuri dove non possono nuocere.”


L’idea è che le caratteristiche fisiche e cognitive e lo stesso il genoma possano e debbano essere messi in discussione, sia in termini filosofici, sia in termini operativi e non solamente per effettuare qualche modificazione, ma per ridefinire completamente e radicalmente il design dell’umano e il concetto stesso di essere umano. Una concezione essenzialmente antropotecnica in cui l’essere umano è indeterminato e si co-costruisce con la tecnologia, un’indeterminazione che è ibridazione tecnica, in cui la natura stessa dell’uomo, la sua esistenza biologica, è tecnologica.


lunedì 6 ottobre 2025

Bertolt Brecht I GIORNI DELLA COMUNE



Visto che non ce la farete mai

a procurarci un salario decente
ci mettiamo noi a dirigere le fabbriche
visto che, fatti fuori voi, sarà sufficiente.

Visto che allora ci minaccerete
coi fucili e coi cannoni
abbiamo deciso che una vita infame
la temeremo d'ora in poi più della morte.

Visto che non ci fidiamo del governo
quali che siano le sue promesse
abbiamo deciso che d'ora in poi ci costruiremo
una buona vita guidata soltanto da noi.

Visto che date retta ai cannoni
e a ogni altra lingua siete sordi
dobbiamo allora, e non ce ne pentiremo,
puntare i cannoni contro di voi!

***


dichiarazione dei Comunardi a Parigi Marzo 1871

Io sono la Comune. 

La moltitudine dei senza nome. 
Il fuoco che sprigiona un tempo nuovo. 
La festa di ciò che diviene. 
La felicità di ciascuno e di tutti. 

Io sono la Comune, 

il tempo che rinasce e divampa, 
il tempo che si riproduce per scissione, 
a due a due come le ciliege, in una catena infinita e senza centro. 

Io sono la Comune, 

e dunque non sono Io, 
ma la disseminazione dei corpi e delle anime 
confusi in un grappolo di suoni senza fine. 

Io sono la Comune, 

che non può morire, e danza.